Roche

Progetto VINCI

Consigli per i Familiari


INDICE

Il Vostro Medico curante ha concordato con Voi sulla base delle osservazioni fatte un intervento riabilitativo per il Vostro familiare. Le pagine seguenti sono divise in cinque sezioni e descrivono alcuni aspetti generali legati al Vostro impegno:

  1. 1. CONSIGLI PER LA GESTIONE DELLA QUOTIDIANITÀ
    in cui viene trattata l'area di gestione dell'ambiente familiare
  2. 2. COME MOTIVARE IL VOSTRO FAMILIARE AL COMPITO
  3. 3. TIPI DI CONSEGNE
    dove si illustra il modo in cui Voi potete formulare piu' adeguatamente le richieste
  4. 4. COME (RI)INSEGNARE
    come riinsegnare al Vostro parente uno specifico comportamento utilizzando le schede di riabilitazione fornite dal Programma
  5. 5. APPENDICE: CONSIGLI PRATICI PER LE SITUAZIONI DIFFICILI
    che fornisce indicazioni specifiche sui tipi di intervento e le diverse modalita' per facilitare il riapprendimento dei comportamenti scelti per la riabilitazione
    1. 5.1 COME DARE SENSO A CIO' CHE VIENE FATTO
    2. 5.2 GRATIFICAZIONE
    3. 5.3 COME AIUTARE AD APPRENDERE
    4. 5.4 COME ELIMINARE IL SUGGERIMENTO CHE AVETE DATO
    5. 5.5 DI FRONTE AD UNA SITUAZIONE DIFFICILE, INIZIAMO DALLA FINE
    6. 5.6 DIAMO IL "BUON ESEMPIO"
    7. 5.7 PAZIENTIAMO: ASPETTIAMO LA SUA RISPOSTA
    8. 5.8 UTILIZZIAMO DUE OGGETTI UGUALI
    9. 5.9 AIUTAMOLO PER GRADI

1. CONSIGLI PER LA GESTIONE DELLA QUOTIDIANITÀ

Desideriamo darvi alcune indicazioni per poter gestire in modo più adeguato l'ambiente familiare al fine di evitare situazioni che creerebbero difficoltà al Vostro parente.

E' importante mantenere una certa routine nella vita del parente.

Il malato stesso tende a mantenere una certa routine nelle proprie attività quotidiane e tollera con difficoltà cambiamenti nella struttura del suo ambiente o modificazioni dei ritmi di vita che creerebbero un ulteriore stato confusionale. Per questi motivi Vi consigliamo di mantenere gli ambienti in cui il malato vive più costanti possibile e idonei alle sue esigenze. Cercate di mantenere gli oggetti personali in posti precisi e non cambiate le posizioni agli oggetti nella casa (sempre che non rappresentino fonte di pericolo per il paziente). In questo modo faciliterete il ricordo di attività quotidiane (mangiare, vestirsi, ecc. ) ed eviterete al paziente la difficoltà di apprendere nuove informazioni e la conseguente frustrazione determinata dall'insuccesso. Le abitudini devono comunque mantenere una certa flessibilità in base allo stato del paziente determinato dal progredire della malattia e, quindi poter essere modificate se si mostrano palesemente sbagliate per il malato. Preparate il Vostro parente ad eventuali cambiamenti se questi sono effettivamente indispensabili in modo da non determinare reazioni catastrofiche che possono notevolmente peggiorare la sua condizione.

Cercate di mantenere il malato il più possibile aderente alla realtà.

Ricordategli il giorno, il mese, l'anno, fate in modo che sia lui a darvi queste indicazioni; e chiedetegli di illustrarvi le attività che devono essere svolte nell'arco dell'intera giornata. Richiamate alla memoria fatti gradevoli e significativi della sua vita, amici o parenti, aiutandovi con fotografie che facilitino il ricordo. Non richiedete troppe nozioni in una sola volta, ma fate in modo che quelle poche che avete affrontato siano ripetute dal Vostro familiare

Parlate molto lentamente e chiaramente

Utilizzate il linguaggio non verbale (espressione del viso, gesti) per permettere al familiare di comprendere ciò che gli state dicendo o chiedendo. Molto spesso, la mancata comprensione del linguaggio e le difficoltà di comunicazione rappresentano i sintomi più evidenti della malattia. Aiutatevi, quindi, con fotografie o disegni per comunicare con il vostro parente, per rallentare il decadimento delle facoltà mnemoniche e per facilitare l'orientamento temporale.

E importante eliminare qualsiasi oggetto che possa rappresentare un pericolo per l'incolumità del paziente (medicine, detersivi, fili o corde pendenti, fiammiferi).

Assicuratevi che siano sempre ben chiusi i fornelli del gas, fate in modo che gli ambienti "a rischio" (bagno, cucina, scale) siano strutturati in modo da diminuire le possibilità di incidenti (corrimani, tappetini anti-sdrucciolo, cancelletti).

Prendetevi cura di voi stessi

Cercate di condividere con altri i vostri problemi. Lo sforzo fisico e, soprattutto, emotivo che determinano, può essere alleviato dallo scambio di informazioni con altre persone che vivono esperienze simili alla Vostra. L'effetto di emozioni non sfogate ed esasperate può diventare insopportabile per Voi e per il Vostro parente, determinando una situazione che difficilmente sarete in grado di sostenere con la dovuta serenità e pazienza. Dedicate del tempo a Voi stessi trovando del tempo libero in cui potrete fare ciò che più Vi soddisfa, accettando l'aiuto degli altri, anche di personale specializzato se proprio non di parenti e amici.

2. COME MOTIVARE IL VOSTRO FAMILIARE AL COMPITO

Prima di affrontare insieme come utilizzare i programmi di riabilitazione, è necessario prendere in considerazione un aspetto fondamentale della relazione tra Voi e il Vostro familiare: come motivarlo ad eseguire determinate azioni, ossia, come aumentare la sua disponibilità nel rispondere alle Vostre richieste e migliorare la sua prestazione nei compiti proposti. La motivazione al compito è essenziale per la buona riuscita dell'intervento, sia quantitativamente sia qualitativamente. Ognuno di noi ha bisogno di vedere gratificato il proprio comportamento nell'attività professionale, nei rapporti sociali e affettivi e nello svago e solo la gratificazione che otteniamo come conseguenza del nostro agire ci permette di comprendere se ciò che facciamo è corretto e, di conseguenza, mantenere e ripetere quel comportamento che ha avuto "successo" in un altro momento. Per chi lavora, ad esempio, il riconoscimento della propria fatica può essere rappresentato dallo stipendio di fine mese, dalla lode di colleghi o superiori, dalla consapevolezza di aver compiuto il proprio dovere e da tutti questi aspetti insieme. Con questo esempio abbiamo introdotto il concetto di "relatività" della gratificazione.

Ognuno di noi privilegia una certa conseguenza al proprio comportamento piuttosto di un'altra in base alla propria esperienza passata e ai propri bisogni. Sarà allora motivato nel compiere un'azione in vista di alcune gratificazioni (:denaro, successo in ambito sociale) oppure di altre (lode, autogratificazione, manifestazioni di affetto).

Questa breve chiarificazione ci permette di affrontare un di scorso più tecnico sulla necessità di individuare per il Vostro parente quale sia il sistema di gratificazione più adeguato al fine di aumentare i livelli di motivazione al programma che, altrimenti, risulterebbe frustrante o privo di interesse.

Per questo motivo troverete molto spesso, nelle schede di consigli per la riabilitazione, l'indicazione di lodare il Vostro familiare quando risponde alle Vostre richieste. La lode verbale non è altro che il riconoscimento dello sforzo da lui compiuto nell'esecuzione di un compito. E necessario che diciate sempre al vostro familiare che è stato bravo o che ha agito bene, fategli i complimenti quando ha eseguito un'azione da Voi richiesta. Il suo sforzo è stato notevole e pertanto va premiato e riconosciuto in modo adeguato. Non siate, quindi, parchi nelle lodi per evitare che un comportamento corretto non si ripresenti più perché dato per scontato o per mancato riconoscimento. Nel caso Vi sembri che la lode non sia sufficientemente pregnante per il Vostro familiare (ricordate il concetto di "relatività" della gratificazione) individuate quale sia la cosa che maggiormente può motivarlo al compito, magari un dolce o un programma televisivo o una passeggiata o un acquisto, che diventeranno "premio" finale della sua disponibilità al Programma riabilitativo. In questo momento il Vostro familiare ha bisogno di qualcosa di tangibile che lo rassicuri sui suoi successi e lo spinga a perseverare negli sforzi.

3. TIPI DI CONSEGNE

Con il termine "consegna" si intende la specifica richiesta che dovrete fare al Vostro parente per ottenere una particolare risposta.

Diversi sono i tipi di richieste che potete formulare, a seconda della situazione e del livello di competenza del Vostro familiare per quel compito:

- RICHIESTE DIRETTIVE

danno una descrizione precisa del comportamento che deve essere eseguito :
"Prendi il sapone per lavare le mani"

- RICHIESTE NON-DIRETTIVE GENERALI

richiedono al paziente una riflessione su ciò che deve essere fatto in uno specifico momento:
"Cosa si deve fare, ora"

- RICHIESTE NON-DIRETTIVE SUL PASSO DEL COMPITO - al paziente viene chiesto di rispondere in base alla sequenza corretta per eseguire il compito:
"Cosa devi fare per riempire il lavandino d'acqua"

4. COME (RI)INSEGNARE

Ogni comportamento complesso preso in considerazione dal Progetto è stato scomposto in passaggi più semplici al fine di poterlo insegnare più facilmente al Vostro parente. Per ognuno di questi passaggi è stato individuato l'intervento riabilitativo più idoneo che favorisca il riapprendimento dell'attività considerata. Tutti gli inter venti sono stati strutturati seguendo procedure specifiche scelte in base al tipo di richiesta, al materiale a disposizione, alla difficoltà dimostrata dal familiare nell'eseguire uno specifico passaggio. Dopo aver videoregistrato il Vostro familiare, il medico vi fornirà le schede di riabilitazione per il comportamento esaminato. Queste schede Vi serviranno come suggerimento nel recupero del comportamento da parte del Vostro familiare che potrà così riacquistare un buon livello di autonomia. La scomposizione del compito Vi permetterà di affrontare con la giusta gradualità ogni momento richiesto per il raggiungimento dell'obiettivo finale, qualunque esso sia, rendendo possibile l'individuazione dei passaggi più problematici per il Vostro familiare che verranno affrontati, quindi, con maggior attenzione per facilitare una risposta adeguata.

Prendiamo in considerazione, ad esempio, il primo passaggio richiesto per il comportamento finale

APPARECCHIARE LA TAVOLA:
AREA CRITICASUGGERIMENTO RIABILITATIVO
1. TOGLIERE EVENTUALI
OGGETTI DALLA TAVOLA
  • chiedete al pz. di togliere eventuali suppellettili dal tavolo
  • lodate la risposta corretta
  • se il paziente non risponde ripetete la domanda e date contemporaneamente un modello dell'azione richiesta
  • chiedete al pz. di fare attenzione
  • lodatelo se vi guarda e chiedetegli di dire ciò che vi ha visto fare
  • lodate il pz. se risponde, anche se non in modo perfettamente corretto
  • alle richieste successive, dovrete lodare le risposte verbali che siano leggermente migliori di quelle date la volta precedente in modo da far arrivare gradualmente, senza frustrazioni, il pz. alla risposta verbale più corretta
  • guidate fisicamente il pz. in caso di difficoltà
  • lodate anche i comportamenti che il pz. emette con il vostro aiuto
  • ricordatevi di diminuire gradualmente l'aiuto fisico che date al pz. nel momento in cui vi sembra che raggiunga una maggiore autonomia nella risposta, fino ad eliminarlo
  • potete ulteriormente facilitare il compito togliendo voi tutti gli oggetti della tavola, tranne l'ultimo, che farete togliere al pz. (magari aiutandolo fisicamente)
  • una volta eliminato l'aiuto fisico, lasciate due oggetti sulla tavola e chiedete al pz. di toglierli entrambi
  • lodate sempre le risposte corrette
  • aumentate di uno alla volta gli oggetti che il pz. dovrà togliere dalla tavola fino alla completa autonomia in questo comportamento

Come notate il suggerimento riabilitativo si presenta molto ponderoso, ma tale lunghezza è determinata dalla possibilità di poter affrontare qualsiasi situazione problematica fornendo una serie graduata di suggerimenti. Se il familiare non riesce ad eseguire l'azione immediatamente dopo la Vostra richiesta, potete proseguire seguendo le indicazioni successive del programma ed utilizzare l'indicazione seguente per permettere al Vostro familiare di rispondere adeguatamente con ulteriori suggerimenti. Se il familiare risponde correttamente con il Vostro secondo intervento, non è necessario che continuiate nell'utilizzo dei successivi consigli presenti nella casella dei suggerimenti, ma potete affrontare il successivo passaggio individuato nelle "aree critiche" e proseguire verso la meta finale. Solo se, ancora una volta, il familiare presenta grosse difficoltà nella risposta, interverrete con il successivo suggerimento presente nelle indicazioni. Le indicazioni date non devono necessariamente essere tutte applicate, servono solo a suggerirVi diverse alternative nel momento in cui non riuscite ad ottenere una risposta adeguata con le prime modalità di richiesta presentate.

5. APPENDICE: CONSIGLI PRATICI PER LE SITUAZIONI DIFFICILI

Illustrando le finalità e il modo di affrontare il Programma VINCI, desideriamo permetterVi di intervenire nel modo più corretto possibile, di fronte alle situazioni problematiche che si sono venute a creare in seguito all'impossibilità del Vostro familiare di affrontare in modo adeguato la vita di tutti i giorni. Questo piccolo "manuale d'istruzioni" Vi servirà per ripristinare, almeno per ciò che riguarda le abilità di tipo quotidiano, l'ambiente familiare compromesso a seguito della malattia del Vostro caro, migliorando la sua qualità della vita e, conseguentemente anche la Vostra. In più è possibile intervenire con questi programmi per un'efficace azione preventiva sulla degenerazione della malattia, rallentando i processi di decadimento cognitivo e psicologico. Vi consigliamo una certa costanza nella somministrazione del programma che avete scelto, insieme al medico curante, per il Vostro parente. Solo la ripetizione dell'esercizio può mostrarsi efficace e dare risultati positivi.

In caso di difficoltà, consultate il medico curante per avere ulteriori indicazioni riguardo l'intervento e per risolvere eventuali problemi che potete trovare nel riinsegnare al familiare tale abilità.

5.1 COME DARE SENSO A CIO' CHE VIENE FATTO

Gli obiettivi riguardanti le abilità domestiche e la cura della propria persona sono composti da catene complesse di comporta menti. Affrontando il compito nella sua globalità con questo approccio di insegnamento, tutti i passaggi del programma vengono insegnati simultaneamente: si inizia dal primo passaggio richiesto dalla scomposizione del compito e si continua con i successivi senza interrompere fino alla fine del compito. Ogni passaggio sarà finalizzato al seguente, per evitare un calo di motivazione da parte del Vostro familiare determinato dal disinteresse per un azione slegata dal contesto ' naturale" o da stanchezza nella ripetizione noiosa di un unico passaggio. Molti passaggi sono infatti, tra loro simili o ripetitivi e la presentazione simultanea può facilitare le risposte del familiare aumentando la capacità di ricordare meglio i passaggi richiesti dal programma.

5.2 GRATIFICAZIONE

Come abbiamo visto precedentemente, è di fondamentale importanza che il familiare venga gratificato ogni volta che risponde alle Vostre richieste, anche se queste risposte sono state date con il Vostro aiuto. Solo in questo modo farete comprendere quale sia il modo giusto di eseguire un certo comportamento e, soprattutto, renderete più gradevoli compiti che altrimenti risulterebbero troppo faticosi o di scarso interesse. Non siate parchi nel lodare il Vostro familiare, ce la sta mettendo tutta!
COMPORTAMENTOCONSEGUENZA
IL FAMILIARE RISPONDE CORRETTAMENTE ALLA VOSTRA RICHIESTA: -> LODATELO IMMEDIATAMIENTE DOPO L'ESECUZIONE DEL COMPITO
IL FAMILIARE NON RISPONDE O SBAGLIA: -> IGNORATE IL COMPORTAMENTO NON DICENDO NULLA. RIPROPONETE LA RICHIESTA

5.3 COME AIUTARE AD APPRENDERE

Molto spesso troverete, all'interno dei diversi programmi di riabilitazione e nei diversi passaggi che compongono ogni abilità considerata, l'indicazione di aiutare il Vostro familiare ad eseguire l'azione che avete richiesto. Gli aiuti o i suggerimenti a Vostra disposizione per facilitare la risposta del Vostro familiare sono di diverso tipo; come illustrato nella tabella seguente:
SUGGERIMENTOSITUAZIONEPROCEDURA
Utilizzare una risposta
guidata aumenta la
probabilità che
il comportamento
desiderato si presenti
e venga mantenuto
dovete ridurre la possibilità di scelta nelle risposte per rendere più facile l'azione.
Guidate l'azione ma non sostituitevi mai al familiare.
VERBALE il familiare è in difficoltà nel ripetere il nome di un oggetto che voi gli avete mostrato o perché non ne ricorda il nome o perché non ha compreso che cosa gli state chiedendo dite voi il nome dell`oggetto:
"Questo è un coltello"
"Coltello"
"Guarda, un coltello"
Avete suggerito il nome al familiare per aiutarlo a dare una risposta che altrimenti, se mancasse rappresenterebbe una frustrazione che lo demotiverebbe al compito.
E' importante che facciate ripetere immediatamente al familiare il nome che gli avete suggerito.
VISIVO il familiare non riesce ad individuare un oggetto tra gli altri o non riconosce differenze tra oggetti simili potete rendere più evidenti certe caratteristiche dell'oggetto in modo che siano più visibili (una etichetta colorata una scritta più grande ecc.) e indicarle al familiare che la assocerà all'oggetto richiesto facilitandone il riconoscimento
FISICO il familiare è in difficoltà nel coordinare i movimenti richiesti per eseguire un'azione qualsiasi, sia essa prendere un oggetto tra altri aprire un cassetto, aprire un rubinetto, spostare il letto, ecc. L'indicazione che troverete più frequente mente nei programmi è di "guidare fisicamente il pz. nell'esecuzione del comportamento".
La guida fisica consta nel porre le Vostre mani su quelle del familiare e guidarle nei movimenti richiesti nell'esecuzione del compito o negli spostamenti.
Ricordatevi di chiedere inizialmente al familiare di eseguire da solo il compito prima di aiutarlo.

5.4 COME ELIMINARE IL SUGGERIMENTO CHE AVETE DATO

E necessario, per permettere al Vostro familiare il raggiungi mento di una buona autonomia, che l'aiuto dato nelle fasi di riapprendimento sia attenuato gradualmente. Se, inizialmente, siete intervenuti con un suggerimento per facilitare l'esecuzione dei compiti, man mano che Vi accorgete che il Vostro familiare migliora nelle risposte date, dovete diminuire l aiuto affinché non vi rimanga troppo legato impedendo il raggiungimento dell'autonomia auspicata negli interventi specifici.

E' preferibile cominciare ad attenuare il Vostro suggerimento dopo 10 risposte date dal Vostro familiare per un particolare comportamento. Ad esempio, avete guidato il vostro familiare ad aprire l'armadio dove sono riposti i piatti. Aiutatelo per una decina di volte, poi attenuate l'aiuto diminuendo leggermente la pressione delle Vostre mani sulle sue nel permettergli di compiere l'azione. Dopo ancora 10 volte in cui continuate a mantenere il precedente suggerimento di guida delle azioni richieste, potete ulteriormente diminuire l'aiuto, mantenendo le Vostre mani vicine alle sue, ma senza toccarle. Dopo averlo esercitato ancora per una decina di volte, eliminate completamente l'aiuto fisico, mantenendo solo la richiesta verbale ( 'Apri l'armadio dei piatti").

attenuate l'aiuto fisico dato diminuendo gradualmente la pressione delle vostre mani sulle mani del pz., fino ad eliminarla.

Graduare l'aiuto ogni 10 risposte è un'indicazione approssimativa: sarete Voi a decidere quando ridurre l'aiuto in base ai miglioramenti del Vostro familiare. Ritornate, comunque, al livello precedente di aiuto se vi rendete conto di essere stati troppo precipitosi nel diminuirlo (potete accorgervene facilmente dalle risposte assoluta mente inadeguate del Vostro familiare). Diminuirete allo stesso modo l'aiuto anche nel caso di suggerimenti visivi. Ad esempio all'inizio del programma può essere necessario applicare un etichetta vistosa sul retro di un indumento, in questo modo il paziente sarà facilitato nell'indossarlo. Successivamente. quando il paziente saprà bene riconoscere il retro dell'indumento. tale etichetta può essere man mano ridotta di dimensione, fino a toglierla completamente.

5.5 DI FRONTE AD UNA SITUAZIONE DIFFICILE, INIZIAMO DALLA FINE

Con questo intervento insegnerete al Vostro familiare l'ultimo passaggio richiesto da un compito, mentre i precedenti vengono eseguiti da Voi. Una volta raggiunto da parte del Vostro familiare un buon livello nell'esecuzione dell'ultimo passaggio, gli chiederete di eseguire anche il penultimo passaggio dell'azione complessiva che sarà unito (concatenato) all'ultimo, precedentemente appreso. Pro cedendo in questo modo, "a gambero" vengono concatenati tutti i passaggi in cui l'abilità è stata scomposta. Il familiare riceverà comunque l'impressione di saper eseguire il compito, dal momento che lo completa, sentendosi sicuramente più gratificato e motivato.

Ad esempio, nel passaggio indicato per sciacquarsi le mani potete scomporre in questo modo l'azione:

eseguite i passaggi richiesti dall'azione tranne l'ultimo che dovrà essere affrontato dal pz., da solo

(5. mettere il dorso della mano sotto il getto. 4. mettere il palmo della mano sotto il getto 3. bagnare bene le dita della mano destra, 2. bagnare bene le dita della mano sinistra, 1. bagnare i polsi)

richiedete di compiere successivamente gli ultimi due comportamenti richiesti dopo che voi avete dato un suggerimento su come svolgere i precedenti.

Aumentate man mano la richiesta partendo sempre dall'ultimo passaggio fino a giungere gradualmente al primo

5.6 DIAMO IL "BUON ESEMPIO"

Può capitare che il Vostro familiare non comprenda ciò che gli avete chiesto o che non sia assolutamente in grado di ricostruire la sequenza corretta di un comportamento. Potete, allora, intervenire dando un esempio o modello del comportamento da eseguire mostrandogli, lentamente, ciò che deve fare. Può capitare che questo semplice accorgimento renda possibile al Vostro familiare svolgere un'azione che si era "scordata" ma che è ancora in grado di eseguire senza ulteriori interventi. Questo intervento è definito anche "apprendimento per osservazione" ed è molto utile nell'apprendimento di azioni che richiedono movimenti ben specifici per il raggiungi mento dell'obiettivo fissato:

Fornire un modello dell'esecuzione del compito, fate in modo che il familiare vi osservi ("guarda")

5.7 PAZIENTIAMO: ASPETTIAMO LA SUA RISPOSTA

E possibile non intervenire immediatamente con un suggerimento per facilitare un'azione ma attendere un po' di tempo tra la Vostra richiesta e l'eventuale suggerimento. L'attesa tra la richiesta e il comportamento viene aumentata gradualmente per permettere al parente di rispondere correttamente senza che Voi interveniate subito con il suggerimento permettendogli, in tal modo, di raggiungere una maggiore autonomia. Generalmente si attende per 3 secondi prima di intervenire con le tecniche di aiuto e, a poco a poco, questo intervallo aumenta di un secondo o due alla volta:

- attendere 3 secondi prima di intervenire per I l permettere al pz. di rispondere autonomamente

- in caso di difficoltà guidate fisicamente il pz.

- aumentate ad ogni richiesta il tempo che passa tra la Vostra domanda e la risposta del pz. di due secondi in più per permettergli di dare la risposta corretta autonomamente senza il Vostro aiuto

5.8 UTILIZZIAMO DUE OGGETTI UGUALI

Se il Vostro familiare incontra notevoli difficoltà nel riconoscere un oggetto, sia esso un indumento o una posata o un alimento, potete facilitarlo chiedendogli di prendere l'oggetto uguale a quello che gli mostrerete tra diversi oggetti presentati su un tavolo. L'oggetto uguale a quello che dovrà essere scelto fungerà quindi da modello, facilitando la scelta del familiare di fronte a molti oggetti simili.

in caso di difficoltà tenete in mano un'altra forchetta e chiedetegli di prendere quella uguale posta sul tavolo

5.9 AIUTAMOLO PER GRADI

Molti comportamenti possono manifestarsi in modo diverso ma ottenere la stessa conseguenza: possiamo vestirci indossando prima una camicia e poi i pantaloni o una gonna, o viceversa, ma questo non modifica l'esito finale del comportamento complesso di vestirsi. Possiamo salutare muovendo una mano o dicendo "ciao" ma l'esito finale è sempre lo stesso, abbiamo obbedito ad una semplice norma di buona educazione. Questi esempi servono per indicare che non è necessario essere rigidi nell'affrontare i programmi di riabilitazione, questi rappresentano dei modelli e non necessariamente le sequenze di comportamento indicate devono essere quelle abituali per il Vostro familiare. Nella sua vita, infatti, ha instaurato ritmi particolari per eseguire determinate azioni e non sarebbe giusto modificarli ora provocandogli un'ulteriore fatica. All'interno dei programmi alcuni passaggi presentano la stessa difficoltà o possono essere eseguiti uno prima dell'altro o viceversa. Se la sequenza comportamentale non risulta interferente con l'esito finale del compito, potete mantenere lo stesso ordine dei comportamenti.

Questa tecnica è comunque usata gratificando in modo selettivo i comportamenti che man mano si avvicinano all'esito finale desiderato. Può capitare che il Vostro familiare non riesca subito ad eseguire un comportamento in modo perfetto, ma per evitare che egli venga frustrato da un mancato successo, gratificherete ugualmente il comportamento più vicino al risultato atteso. Nel momento in cui il Vostro familiare riesce a migliorare, anche se di poco, la propria competenza riguardo quel comportamento, gratificherete quest'ultima manifestazione e non più quella precedente qualitativa mente più scarsa. Proseguendo in tal modo, per approssimazioni successive, permetterete al familiare di migliorare il proprio comportamento in modo graduale, evitando demotivazioni che rallenterebbero i processi di apprendimento.

Ad esempio per far riapprendere il nome di un oggetto:

- proponete l'oggetto e chiedetene il nome al pz.

- lodate la risposta corretta, anche se la parola non viene perfettamente pronunciata

- nelle richieste successive di nomina dell'oggetto loderete il pz. solo se risponde in modo leggermente migliore della precedente, altrimenti ignoratelo e richiedetegli di nominare l'oggetto


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