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MENSILE DELL'AIMA 
DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA 
MALATTIA DI ALZHEIMER

anno 1°  aprile 98  n.1 -  
sped. in abb. post. 45% -  
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Legge 662/96 - Filiale di Firenze  

Direttore responsabile: 
Manlio Matera 

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Manlio Matera 
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Giovanni Roselli  
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Segreteria di redazione: 
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Giovanni Roselli 

Redazione 
presso A.I.M.A. 
Via Pancaldo 21 
Firenze 
Tel. e Fax 055.433.187 

Stampa 
stampato a Firenze  
Tipografia "Il Torchio" 
Via della Colonna 13r 

Registrazione 
tribunale di Firenze: 
n.4773 del 23 febbraio 1998 

 
 
 
1/98
anno 1°  aprile 98  n.1 
 
TOSCANA
Prato: Una rete di servizi a sostegno del malato e dei familiari
di Antonio Bavazzano, Maria Lia Lunardelli, Anna Maria Calvani
 
    "Dove non è possibile  
    la cura, 
    sono sempre possibili  
    le cure" 

    Nella ASL n.4 di Prato le persone che presentano disturbi nella sfera cognitiva, al pari della popolazione anziana in generale,  sono collocate al centro di una rete di servizi sanitari e sociali che intervengono in relazione ad una valutazione complessiva dei bisogni e non sulla base di una assegnazione aspecifica o peggio ancora focalizzata sulla patologia d'organo. Per gli aspetti relativi alla diagnosi di Malattia di Alzheimer e altre Demenze correlate, esiste un Centro per lo studio dei disturbi cognitivi presso la Unità Operativa di Geriatria che si avvale di protocolli diagnostici, clinico strumentali e testistici validati e utilizzati a livello internazionale. I pazienti vengono presi in carico e seguiti nel tempo sia per gli aspetti strettamente terapeutici che per quelli di counseling nei confronti delle problematiche assistenziali. Quest'ultimo aspetto è diventato sempre più importante perchè "dove non è possibile la cura, sono sempre possibili le cure". Infatti, per chi assiste una persona affetta da demenza, oltre alle informazioni relative alla malattia, è indispensabile conoscere la disponibilità di servizi e aiuti ed avere la possibilità di ricevere un sostegno nel difficile compito assistenziale, anche attraverso il confronto e lo scambio di esperienze con altre persone che vivono questa condizione. A questo scopo si svolgono incontri periodici tra familiari di persone affette da demenza, medici del Centro, infermieri con esperienza nel campo della demenza, una terapista occupazionale e la responsabile dei servizi sociali. I principali supporti erogati alle famiglie che assistono una persona con demenza sono sia di tipo economico ("Assegno per l'Assistenza" Legge Regionale 108 del 21/12/95) che assistenziale. I servizi assistenziali comprendono l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e l'inserimento in strutture come le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). L'ADI, con interventi di aiuto alla persona, cure infermieristiche e riabilitative, è assegnata nei casi di disabilità di grado intermedio e deterioramento cognitivo lieve, tale da non precludere completamente la possibilità di condurre una vita autonoma. Per quanto riguarda l'accoglienza in RSA, quella di tipo permanente viene riservata a persone che non hanno un supporto familiare, il ricovero temporaneo (alcuni mesi l'anno) viene erogato nei casi in cui la famiglia, pur presente e valida, deve essere sollevata, per un adeguato periodo di tempo, da un compito divenuto eccessivamente stressante. L'accoglienza diurna, dalle 8 alle 19, per sei giorni la settimana, viene accordata a tutte le persone con diagnosi di demenza per cui venga fatta la richiesta. Nella nostra realtà, ugualmente a quanto avviene a livello nazionale, la quasi totalità (80-90%) delle persone con demenza vive nel proprio domicilio assistita dai familiari. Secondo la letteratura internazionale solo in una minoranza dei casi e in media dopo sei anni dall'inizio della malattia si verifica il ricorso alla istituzionalizzazione. Di solito questo avviene non tanto per il progressivo declino di importanti funzioni cognitive (memoria, orientamento, capacità di giudizio etc.) quanto per il manifestarsi di disturbi del comportamento e dell'umore. I cosiddetti "sintomi non cognitivi" (deliri, allucinazioni, manifestazioni di aggressività, wandering) sono così disturbanti sia per la persona che ne è colpita, che per i familiari, da determinare un intollerabile peso assistenziale fino ad una vera e propria situazione di stress e di incapacità a far fronte alla situazione. La comparsa di tali disturbi può quindi precipitare la richiesta di collocazione in una struttura residenziale. Per rispondere in particolare a questo tipo di bisogno, nell'area di Prato è in fase di organizzazione un'esperienza di "Nucleo Alzheimer" all'interno di una RSA. Si tratta di una specifica area, dotata di requisiti ambientali, di personale preparato specificamente per queste proble-matiche e programmi di assistenza individualizzati, la cui finalità è di creare un ambiente terapeutico in cui affrontare e ridurre i disturbi comportamentali e rallentare la perdita dell'autonomia. L'accesso a questo tipo di assistenza, previsto in forma di accoglienza diurna per un periodo di 90 giorni, è riservato alle persone in cui siano documentabili, attraverso un protocollo valutativo, severi disturbi del comportamento e una situazione di stress dei familiari. Questa modalità assistenziale potrà essere successivamente estesa a tutte le RSA. 
     
     


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