anno 1° aprile 98 n.1 -
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la cura, sono sempre possibili le cure" Nella ASL n.4 di Prato le persone che presentano disturbi nella sfera
cognitiva, al pari della popolazione anziana in generale, sono collocate
al centro di una rete di servizi sanitari e sociali che intervengono in
relazione ad una valutazione complessiva dei bisogni e non sulla base di
una assegnazione aspecifica o peggio ancora focalizzata sulla patologia
d'organo. Per gli aspetti relativi alla diagnosi di Malattia di Alzheimer
e altre Demenze correlate, esiste un Centro per lo studio dei disturbi
cognitivi presso la Unità Operativa di Geriatria che si avvale di
protocolli diagnostici, clinico strumentali e testistici validati e utilizzati
a livello internazionale. I pazienti vengono presi in carico e seguiti
nel tempo sia per gli aspetti strettamente terapeutici che per quelli di
counseling nei confronti delle problematiche assistenziali. Quest'ultimo
aspetto è diventato sempre più importante perchè "dove
non è possibile la cura, sono sempre possibili le cure". Infatti,
per chi assiste una persona affetta da demenza, oltre alle informazioni
relative alla malattia, è indispensabile conoscere la disponibilità
di servizi e aiuti ed avere la possibilità di ricevere un sostegno
nel difficile compito assistenziale, anche attraverso il confronto e lo
scambio di esperienze con altre persone che vivono questa condizione. A
questo scopo si svolgono incontri periodici tra familiari di persone affette
da demenza, medici del Centro, infermieri con esperienza nel campo della
demenza, una terapista occupazionale e la responsabile dei servizi sociali.
I principali supporti erogati alle famiglie che assistono una persona con
demenza sono sia di tipo economico ("Assegno per l'Assistenza" Legge Regionale
108 del 21/12/95) che assistenziale. I servizi assistenziali comprendono
l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e l'inserimento in strutture come
le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). L'ADI, con interventi di aiuto
alla persona, cure infermieristiche e riabilitative, è assegnata
nei casi di disabilità di grado intermedio e deterioramento cognitivo
lieve, tale da non precludere completamente la possibilità di condurre
una vita autonoma. Per quanto riguarda l'accoglienza in RSA, quella di
tipo permanente viene riservata a persone che non hanno un supporto familiare,
il ricovero temporaneo (alcuni mesi l'anno) viene erogato nei casi in cui
la famiglia, pur presente e valida, deve essere sollevata, per un adeguato
periodo di tempo, da un compito divenuto eccessivamente stressante. L'accoglienza
diurna, dalle 8 alle 19, per sei giorni la settimana, viene accordata a
tutte le persone con diagnosi di demenza per cui venga fatta la richiesta.
Nella nostra realtà, ugualmente a quanto avviene a livello nazionale,
la quasi totalità (80-90%) delle persone con demenza vive nel proprio
domicilio assistita dai familiari. Secondo la letteratura internazionale
solo in una minoranza dei casi e in media dopo sei anni dall'inizio della
malattia si verifica il ricorso alla istituzionalizzazione. Di solito questo
avviene non tanto per il progressivo declino di importanti funzioni cognitive
(memoria, orientamento, capacità di giudizio etc.) quanto per il
manifestarsi di disturbi del comportamento e dell'umore. I cosiddetti "sintomi
non cognitivi" (deliri, allucinazioni, manifestazioni di aggressività,
wandering) sono così disturbanti sia per la persona che ne è
colpita, che per i familiari, da determinare un intollerabile peso assistenziale
fino ad una vera e propria situazione di stress e di incapacità
a far fronte alla situazione. La comparsa di tali disturbi può quindi
precipitare la richiesta di collocazione in una struttura residenziale.
Per rispondere in particolare a questo tipo di bisogno, nell'area di Prato
è in fase di organizzazione un'esperienza di "Nucleo Alzheimer"
all'interno di una RSA. Si tratta di una specifica area, dotata di requisiti
ambientali, di personale preparato specificamente per queste proble-matiche
e programmi di assistenza individualizzati, la cui finalità è
di creare un ambiente terapeutico in cui affrontare e ridurre i disturbi
comportamentali e rallentare la perdita dell'autonomia. L'accesso a questo
tipo di assistenza, previsto in forma di accoglienza diurna per un periodo
di 90 giorni, è riservato alle persone in cui siano documentabili,
attraverso un protocollo valutativo, severi disturbi del comportamento
e una situazione di stress dei familiari. Questa modalità assistenziale
potrà essere successivamente estesa a tutte le RSA.
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