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MENSILE DELL'AIMA 
DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA 
MALATTIA DI ALZHEIMER

anno 1°  aprile 98  n.1 -  
sped. in abb. post. 45% -  
art.2 comma 20/b  
Legge 662/96 - Filiale di Firenze  

Direttore responsabile: 
Manlio Matera 

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Giovanni Roselli 

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Giovanni Roselli  
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Segreteria di redazione: 
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Progetto grafico: 
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Redazione 
presso A.I.M.A. 
Via Pancaldo 21 
Firenze 
Tel. e Fax 055.433.187 

Stampa 
stampato a Firenze  
Tipografia "Il Torchio" 
Via della Colonna 13r 

Registrazione 
tribunale di Firenze: 
n.4773 del 23 febbraio 1998 

 
 
 
1/98
anno 1°  aprile 98  n.1 
 
TOSCANA
Livorno: Un duro e costante lavoro per costruire l'A.I.M.A.
di Marcello Lasi
 
 
 
    A Livorno, nel secondo semestre del '95, per rompere il muro del silenzio sui gravosi problemi che affrontano quotidianamente i familiari dei malati di Alzheimer, si è formato un gruppo operativo con volontari e familiari disponibili. Il 27 dicembre dello stesso anno si è costituita con atto notarile  l'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer della Provincia di Livorno, operante su un territorio molto vasto, comprendente anche le isole. Attività intensa: convegni, l'ultimo il 20 settembre 1997, giornata mondiale dell'Alzheimer, corsi di formazione per volontari, concerti e manifestazioni pubbliche per una più specifica conoscenza del problema Alzheimer, una presenza importante a "Effetto Venezia", la costituzione di un gruppo a Piombino aderente alla nostra Associazione. E poi intensi rapporti con le istituzioni, rapporti di ampia collaborazione con medici anche del comprensorio Rosignano-Cecina, per la realizzazione di un Centro Diurno e di un Nucleo Alzheimer, il Centro Diagnostico negli Spedali Riuniti, con la collaborazione dell'U.O. di riabilitazione per l'attività neuropsicologica, la prossima apertura di un Ambulatorio Alzheimer nell'U.O. di Neurologia degli Spedali Riuniti, il quotidiano contatto telefonico e anche diretto con i familiari della città, della provincia e con quelli indirizzati dal numero verde abitanti in province limitrofe, tanto per citare qualche esempio dell'impegno dell'Associazione. Tutto quanto sopra esposto, amplificato talvolta anche dalla presenza alla TV locale, potrebbe gratificarci molto, ma noi non ci riteniamo soddisfatti. 

    Riteniamo che, nonostante le attività messe in atto, la realtà della famiglia in situazione Alzheimer non sia cambiata: tutti dicono di comprendere le difficoltà di coloro che vivono vicino a un malato di Alzheimer, ma nessuno è capace di valutarne la portata, se non attraverso l'esperienza diretta, che rivela, come dice Carlo Levi in "Cristo si è fermato a Eboli": un mondo ignoto, ignoti linguaggi, lavori, fatiche, dolori,......e un mondo apparentemente immobile di chiuse possibilità infinite. 

    E questo mondo immobile di chiuse possibilità infinite non appare mai, neanche nei convegni. Il familiare non è mai una voce e neppure un soggetto, ma un oggetto a cui sono dirette le intenzioni. 

    Come ultima considerazione riteniamo che la malattia, in generale, e la malattia di Alzheimer, in particolare, che colpisce centinaia di migliaia di persone nella nostra società a tecnologia avanzata ed esasperata, sia ormai ritenuta non più un problema 
    socialmente rilevante, ma un problema che ciascuno di noi deve personalmente risolvere, perchè senza bisogno di scandalizzarsi troppo di fronte a queste affermazioni, l'assistenza domiciliare o meno, in gran parte sanitaria, è a carico delle famiglie. 

     


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