MENSILE DELL'AIMA
DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA
MALATTIA DI ALZHEIMER
anno 1° aprile 98 n.1 -
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1/98
anno 1° aprile 98 n.1
TOSCANA
Livorno: Un duro e costante lavoro per costruire l'A.I.M.A.
di Marcello Lasi
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A Livorno, nel secondo semestre del '95, per rompere il muro del silenzio
sui gravosi problemi che affrontano quotidianamente i familiari dei malati
di Alzheimer, si è formato un gruppo operativo con volontari e familiari
disponibili. Il 27 dicembre dello stesso anno si è costituita con
atto notarile l'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer della
Provincia di Livorno, operante su un territorio molto vasto, comprendente
anche le isole. Attività intensa: convegni, l'ultimo il 20 settembre
1997, giornata mondiale dell'Alzheimer, corsi di formazione per volontari,
concerti e manifestazioni pubbliche per una più specifica conoscenza
del problema Alzheimer, una presenza importante a "Effetto Venezia", la
costituzione di un gruppo a Piombino aderente alla nostra Associazione.
E poi intensi rapporti con le istituzioni, rapporti di ampia collaborazione
con medici anche del comprensorio Rosignano-Cecina, per la realizzazione
di un Centro Diurno e di un Nucleo Alzheimer, il Centro Diagnostico negli
Spedali Riuniti, con la collaborazione dell'U.O. di riabilitazione per
l'attività neuropsicologica, la prossima apertura di un Ambulatorio
Alzheimer nell'U.O. di Neurologia degli Spedali Riuniti, il quotidiano
contatto telefonico e anche diretto con i familiari della città,
della provincia e con quelli indirizzati dal numero verde abitanti in province
limitrofe, tanto per citare qualche esempio dell'impegno dell'Associazione.
Tutto quanto sopra esposto, amplificato talvolta anche dalla presenza alla
TV locale, potrebbe gratificarci molto, ma noi non ci riteniamo soddisfatti.
Riteniamo che, nonostante le attività messe in atto, la realtà
della famiglia in situazione Alzheimer non sia cambiata: tutti dicono di
comprendere le difficoltà di coloro che vivono vicino a un malato
di Alzheimer, ma nessuno è capace di valutarne la portata, se non
attraverso l'esperienza diretta, che rivela, come dice Carlo Levi in "Cristo
si è fermato a Eboli": un mondo ignoto, ignoti linguaggi, lavori,
fatiche, dolori,......e un mondo apparentemente immobile di chiuse possibilità
infinite.
E questo mondo immobile di chiuse possibilità infinite non appare
mai, neanche nei convegni. Il familiare non è mai una voce e neppure
un soggetto, ma un oggetto a cui sono dirette le intenzioni.
Come ultima considerazione riteniamo che la malattia, in generale, e
la malattia di Alzheimer, in particolare, che colpisce centinaia di migliaia
di persone nella nostra società a tecnologia avanzata ed esasperata,
sia ormai ritenuta non più un problema
socialmente rilevante, ma un problema che ciascuno di noi deve personalmente
risolvere, perchè senza bisogno di scandalizzarsi troppo di fronte
a queste affermazioni, l'assistenza domiciliare o meno, in gran parte sanitaria,
è a carico delle famiglie.
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Last Update 20 / 04 / 1998
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