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MENSILE DELL'AIMA 
DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA 
MALATTIA DI ALZHEIMER

anno 1°  giugno 98  n.3 -  
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Stampa 
stampato a Firenze  
Tipografia "Il Torchio" 
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Registrazione 
tribunale di Firenze: 
n.4773 del 23 febbraio 1998 

 
 
 
3/98
anno 1°  giuno 98  n.3 
 
Esperienze Bagno a Ripoli 
Conoscere la realtà per aiutare le famiglie
di Sandra Nistri
 
 
    Un 'indagine conoscitiva sulle famiglie che assistono un malato di Alzheimer, 
    promossa dal Comune di Bagno a Ripoli e dall'A.I.M.A., e finanziata dalla Regione Toscana. 

    Un'indagine per valutare i bisogni e dare risposte 
    concrete, per informare e sensibilizzare la comunità sul problema Alzheimer, costruire gruppi di auto e mutuo aiuto per i familiari. 
     
     

    "Malattia di Alzheimer e demenze senili: un impegno per tutta la comunità". Non è solo un efficace titolo ma una importante "dichiarazione d'intenti" quella che dà il via al progetto  promosso dall'Amministrazione comunale di Bagno a Ripoli con la Sezione Fiorentina dell'A.I.M.A. e finanziato (per 25 milioni) dalla Regione Toscana. Oltre agli "attori" istituzionali e all'apporto "tecnico" dell'Associazione Italiana Malattia di Alzheimer l'iniziativa, presentata ufficialmente il 15 maggio scorso nella sala consiliare del Comune di Bagno a Ripoli, si basa infatti su una fitta rete di collaborazione e "solidarietà" che coinvolge, accanto alle famiglie dei malati di Alzheimer, i servizi sociali, le Asl, le associazioni di volontariato radicate sul territorio e, in particolare, almeno nelle aspettative generali, i medici di famiglia. Il progetto "pilota" dovrebbe realizzarsi concretamente attraverso tre fasi. La prima, propriamente "conoscitiva", prevede una indagine ad ampio spettro nell'ambito del territorio di Bagno a Ripoli  che permetta di raccogliere dati attendibili sui nuclei familiari che si accollano l'assistenza giornaliera, a casa, di un congiunto colpito dalla malattia di Alzheimer. Una "cifra" per il momento non ipotizzabile  se è vero che anche le stime generali rispetto all'effettivo numero di malati di Alzheimer, sia in Italia che nel mondo, è avvolta nella più completa incertezza anche per la difficoltà, in parecchi casi, di formulare una diagnosi precisa soprattutto nelle prime fasi della malattia. Nella sola Toscana comunque i casi dovrebbero essere poco superiori ai 25 mila con una netta prevalenza (circa i 3/4 rispetto al totale) di donne colpite.

    Per avere uno "screening" il più possibile affidabile, l'Amministrazione comunale di Bagno a Ripoli individuerà, con la collaborazione di medici di famiglia, medici e assistenti sociali del Distretto ASL, e altre associazioni di volontariato attive nel settore sociale, le famiglie in cui siano inseriti anziani non auto-sufficienti con problemi di tipo cognitivo, le quali verranno raggiunte "a domicilio" da una breve comunicazione, a firma del sindaco Mauro Zampoli, in cui saranno illustrate le linee generali del progetto e si chiederà una fattiva collaborazione. Le famiglie che acconsentiranno a collaborare al progetto saranno invitate a compilare tre schede di "valutazione", centrate in particolare sulle competenze degli anziani e sulla rilevazione dello "stress" dei familiari. Certo i risultati non potranno essere quelli sperati senza una capillare opera di informazione e "formazione" svolta in primo luogo da chi spesso ha una frequentazione  quasi quotidiana con i malati di Alzheimer e chi li assiste: i cosiddetti "medici di base".  "La prima fase, ha spiegato, infatti, il dottor Remaschi del Comune di Bagno a Ripoli, che ha illustrato l'iter previsto per il progetto, dovrà necessariamente passare da un forte coinvolgimento di coloro che detengono  le conoscenze primarie, quelle cui vogliamo arrivare. Parliamo della ricerca non fatta nei laboratori ma sul campo, quindi dei medici di famiglia e dei medici del distretto dell'Asl che hanno già un filtro di conoscenze, ovviamente critiche e professionalmente fondate, che potranno darci, con tutta la discrezione del caso, i dati non freddi che significano quel paziente, quella persona, quel nucleo familiare, quel contesto che noi cercheremo insieme, certamente non espropriando i medici delle loro funzioni e del loro ruolo, di portare a un grado di elaborazione più raffinato."  La fase di avvio, almeno sulla carta, dovrebbe concludersi entro la fine dell'estate per lasciare immediatamente spazio in autunno a un successivo "gradino", quello dell'organizzazione di un ciclo di incontri, seminari, conferenze, tavole rotonde e corsi di formazione presieduti da esperti, professionisti, membri dell'A.I.M.A per informare e sensibilizzare la "comunità" che sta  al centro del progetto e non solo chi è direttamente coinvolto dalla malattia di Alzheimer. Lo sbocco conclusivo di queste iniziative a più livelli  che coinvolgeranno sia i referenti istituzionali che quelli del volontariato sa rà poi la nascita sul territorio di "gruppi di auto e mutuo aiuto" per i familiari, operatori e volontari interessati, nell'ottica di "trasformare gli utenti e fruitori di un servizio in protagonisti attivi e promotori di iniziative" e idee  nate dalla stessa esperienza vissuta. Con l'obiettivo dichiarato a chiare lettere poi  nell'elaborazione del progetto stesso di sostenere e valorizzare le risorse di chi assiste un familiare malato di Alzheimer oltre che di superare una visione meramente "assistenzialistica". "Abbiamo l'occasione importante a Bagno a Ripoli, ha spiegato ad esempio Manlio Matera presidente della Sezione di Firenze dell'A.I.M.A. intervenendo nella presentazione delle iniziative in ponte, per cercare di valutare il bisogno sul territorio e  dare delle risposte. Bisogna tener conto del fatto che le risorse che possono essere impegnate su questi problemi sono contenute, ovviamente contenute. 

    Perciò bisogna  sfruttare un effettoleva, cioè cercare di impegnare risorse limitate per ottenere risultati rilevanti. Quindi gli interventi devono necessariamente essere mirati, mirati al bisogno e al concreto e devono coinvolgere più soggetti con diverse e specifiche competenze". Il tutto nella consapevolezza, più volte emersa nel corso dei contributi dei vari relatori  alla serata (tra gli altri accanto al "primo cittadino" Mauro Zampoli, Patrizio Nocentini,  responsabile dell'Unità Operativa Anziani della Regione Toscana. e l'Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Firenze Dottor Vittorio Lampronti) che di fronte alla "coscienza del limite" e alla vastità di problematiche come quelle sollevate dall'Alzheimer l'unica possibilità è quella tentata a Bagno a Ripoli: di "integrare" per un fine comune le diverse risorse, esperienze, ruoli e "carismi".

     
     


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