MENSILE DELL'AIMA
DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA
MALATTIA DI ALZHEIMER
anno 1° giugno 98 n.3 -
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anno 1° giuno 98 n.3
RUBRICHE
Il Medico
I DISTURBI DELL'ALIMENTAZIONE
Antonella Notarelli
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La persona con disturbi di memoria può dimenticarsi di mangiare,
anche se ha il cibo di fronte. Oppure può nasconderlo e mangiarlo
quando è andato a male. Può essere attratto solo dai dolci.
Può rifiutare il cibo serrando la mandibola. Può avere difficoltà
ad ingoiare l'acqua o gli alimenti in genere, soprattutto se di piccole
dimensioni. Tutti questi sono segnali che indicano una progressiva perdita
di autonomia alimentare. All'inizio è possibile risolvere con una
telefonata all'ora dei pasti per ricordare alla persona che deve mangiare,
ma questa è una soluzione di breve durata. Il problema è
per coloro che vivono da soli poiché spesso vanno incontro a mal
nutrizione, anche se apparentemente sembrano in sovrappeso. Una dieta inadeguata
e carente, favorisce ed aggrava la confusione mentale. Molti dei problemi
che insorgono nel momento del pranzo/cena, possono scatenare reazioni catastrofiche,
difficili spesso da gestire. La gestione delle modificazioni comportamentali
legate alla alimentazione, può essere affrontata seguendo di volta
in volta alcune semplici indicazioni :
· assicurarsi che la dentiera sia fissata bene; se non è
stabile è meglio toglierla;
· controllare la temperatura dei cibi; il malato potrebbe aver
già perso la capacità di giudizio o avere un deficit della
sensibilità;
· meglio proporre i cibi che la persona ha sempre mangiato;
i cibi nuovi potrebbero essere rifiutati perché non conosciuti;
· assicurarsi che la persona sia seduta in posizione comoda
e normale; evitare le distrazioni (televisione, radio, presenza di troppe
persone);
· la zona pranzo dovrebbe essere ben illuminata in modo che
il malato riconosca il cibo; evitare di apparecchiare con troppi colori
e disegni; evitare il vetro se ha difficoltà a vederlo;
· servire un solo cibo per volta e in piccole razioni;
· se il malato usa le mani anziché le posate, è
inutile sgridarlo; mangiare con le mani gli consentirà di mantenere
più a lungo una certa autonomia;
· se il malato dimentica di aver già mangiato e chiede
continuamente il cibo, tenere a portata di mano un vassoio con piccoli
spuntini nutrienti (formaggio, carote, crackers);
· assicurarsi che la persona malata assuma quotidianamente una
quantità adeguata di liquidi, evitando di somministrarli in abbondanza
la sera, prima di coricarsi;
· se la persona ha una salivazione eccessiva o presenta problemi
respiratori, il latte o il succo di agrumi possono aumentare la produzione
di muco e peggiorare la situazione;
· a volte il malato tiene il cibo in bocca senza ingoiarlo:
cercheremo di dare cibi teneri che non richiedono una masticazione prolungata
(tipo la carne macinata, le gelatine, i liquidi densi). Se il malato non
inghiotte le compresse, possiamo schiacciarle e mescolarle con il cibo;
· se è presente la difficoltà a deglutire e c'è
il rischio di soffocamento, occorre assicurarsi che la persona sia seduta
dritta con la testa leggermente in avanti; dovrebbe rimanere così
seduta almeno 15 minuti dopo la fine del pasto. Scegliere sempre cibi a
densità intermedia, mai di piccole dimensioni (pastina per il brodo).
Non dare mai da mangiare ad una persona agitata o sonnolenta.
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Last Update 25 / 06 / 1998
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