anno 1° settembre 98 n.6 -
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"Villa Serena", il primo Giardino Alzheimer della Toscana E' il primo giardino nato in Toscana per accogliere specificamente i
malati di Alzheimer quello inaugurato lo scorso 25 giugno a Villa Serena
di Montaione. Una scommessa su cui hanno creduto davvero in tanti: l'Amministrazione
comunale, presente al rituale "taglio del nastro" con il Sindaco Valeria
Campinoti, la Regione, tutti gli operatori della residenza sanitaria,
l'Aima, le famiglie degli ospiti del "nido Alzheimer'. Un nucleo interamente
ritagliato nel giugno di due anni fa per dodici di questi anziani che ha
fatto divenire l'esperimento addirittura un progetto pilota per la Regione
Toscana, come ha sottolineato Patrizio Nocentini del Dipartimento Diritto
alla Salute. Il giardino da poco aperto si basa su una sorta di "parola
d'ordine", come ha specificato il suo progettista l'architetto Giovanni
Roselli: semplicità. "Questo spazio, ha spiegato infatti, è
strutturato su un percorso estremamente semplice che permette sempre ad
esempio agli anziani di poter scorgere due elementi importanti del giardino,
il gazebo ed il pergolato ed è pensato in modo da eliminare ogni
possibile ostacolo sia dal punto di vista fisico che psicologico come l'ombra
di un albero, che può apparire particolarmente minacciosa, o una
luce troppo intensa. E' essenziale, infatti, che il malato di Alzheimer
riconosca il proprio ambiente e lo senta familiare e sicuro ed è
importante che anche gli operatori della struttura siano tranquilli e possano
lasciare agli anziani libertà di movimento nell'ambito del giardino".
Sul percorso ideato da Roselli, oltre ad alcune sedute per permettere la
sosta, si incontrano un orto e spazi riservati alle attività che,
nei mesi estivi, potranno trasferirsi dall'interno del nido all'esterno
o ai pranzi e cene all'aperto.
Soprattutto però il giardino dovrà costruirsi ed arricchirsi ulteriormente "in itinere": "Via via che questo spazio sarà frequentato e vissuto, ha detto infatti fra l'altro il direttore di Villa Serena Delio Fiordispina, gli operatori, attraverso le esigenze e i bisogni che gli stessi ospiti manifesteranno, potranno chiedere modifiche, aggiunte di elementi o magari segnalare difficoltà. Non è il malato infatti che deve adattarsi allo spazio ma deve avvenire il processo inverso cioè che la struttura si pieghi alle esigenze degli ospiti perché gli anziani possano riconoscerla e trovare l'ambiente familiare". Una sorta di simbiosi che a Villa Serena avviene non solo con la struttura ma anche con gli operatori del modulo residenziale Alzheimer che sono sempre gli stessi e riescono così ad instaurare un rapporto particolare e personale con ogni ospite, necessariamente sradicato dal proprio ambiente familiare: "E' importante che un malato di Alzheimer rimanga il più a lungo possibile in famiglia e nella propria casa dove sono tutti i suoi ricordi, ha detto ad esempio nel suo intervento Mira Moretti vice-presidente dell'Aima di Firenze, ma occorre che la famiglia sia debitamente assistita. Quando però la malattia arriva ad uno stadio tale che l'assistenza familiare non basta più è importante che il malato di Alzheimer ritrovi un ambiente in cui possa sentirsi a proprio agio: il nido e il nuovo giardino di Villa Serena possono essere un esempio importante in questo senso". .......così concepito Il Giardino si colloca su un'area di circa 700 mq. e verrà utilizzato da 12 ospiti con un rapporto di 58 mq. per ospite. Esso è stato concepito come spazio libero ben delimitato: l'intera area è infatti ben recintata, per indispensabili motivi di sicurezza, ma il recinto, costituito da rete metallica sostenuta da palificazioni in ferro, è stato occultato con rampicanti e con siepi, e lungo il perimetro sono state collocate delle alberature ad alto fusto al fine di trasmettere una gradevole sensazione paesaggistica ed allontanare la negativa sensazione della "chiusura". Il Giardino è caratterizzato da un percorso principale continuo, chiuso ad anello. Lungo il percorso si incontrano quattro luoghi di attrazione principale: il Pergolato, l'Orto, Il Gazebo, un'Area di sosta libera, facilmente individuabili, grazie alla loro particolare forma e alla vegetazione segnaletica (il particolare colore dei fiori, il loro profumo caratteristico) collocata in punti strategici del percorso e comunque sempre in prossimità dei luoghi di attrazione. Il percorso è l'elemento strategico del Giardino, la sua forma particolare e la discreta luminosità del materiale di cui è costituito permettono all'ospite di non perdersi e comunque di non sentirsi in ansia se dovesse fuoriuscire dal percorso perché, al di là di esso, non incontra ostacoli fisici o psicologici, ma un tappeto erboso su cui è altrettanto piacevole camminare, sdraiarsi, rotolarsi, sentirsi libero e in sicurezza. Trattandosi di un Giardino non collegato direttamente alla residenza, il Pergolato risponde alla necessità degli ospiti di "rientrare", ovvero di passare dallo spazio aperto allo spazio chiuso, dal sole al ristoro dell'ombra; tavoli fissi e sedie mobili permetteranno di svolgere all'aperto quelle stesse attività che normalmente vengono svolte al chiuso, compresa l'attività del mangiare. Il Gazebo, oltre a rappresentare un'area di attrazione importante, grazie alla sua forma elementare e giocosa e ad una voliera che verrà collocata al centro, rappresenta un'area di sosta gradevole e protetta da cui è possibile godere della vista del Giardino. In prossimità del Gazebo, un'area di sosta libera consentirà agli operatori di sperimentare attività terapeutiche e riabilitative idonee alla patologia. Un piccolo orto, così caro agli anziani, completa gli elementi di interesse del Giardino. Una particolare attenzione è stata dedicata alla scelta della vegetazione: facilmente riconoscibile per il colore e il profumo dei fiori, conosciuta in quanto familiare, manipolabile in quanto non velenosa, evocante il trascorrere del tempo per la diversità di colori e forme che assume con il trascorrere delle stagioni. Facilità di orientamento, sicurezza, libertà di movimento, privacy e serenità, discreta stimolazione sensoriale, sperimentazione terapeutica, sono i principi fondatori di un progetto che spera di aver dato ai malati di Alzheimer un ambiente adatto alle loro esigenze e agli operatori un ambiente idoneo in cui operare e sperimentare nuove strategie di cura. Giovanni Roselli
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