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MENSILE DELL'AIMA 
DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA 
MALATTIA DI ALZHEIMER

anno 1°  settembre 98  n.6 -  
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n.4773 del 23 febbraio 1998 

 
 
 
6/98
anno 1°  settembre 98  n.6 
 
RUBRICHE
il Medico
LA GESTIONE DEL MALATO: SITUAZIONI DA CONTROLLARE
Antonella Notarelli
 
 
 

    All'interno delle varie fasi della Malattia di Alzheimer possono rendersi necessari alcuni controlli e precauzioni rispetto al verificarsi di situazioni potenzialmente rischiose. 
    Proviamo ad analizzarle una ad una e ad associare ad esse indicazioni operative precise.

    M. = Malato, C. = Caregiver.

    FASE I

    M.: Vuole guidare l'automobile o il motorino
    C.: Cerca di ridurre l'attenzione verso l'oggetto, offrendosi di accompagnare il malato durante le uscite in macchina (senza mai lasciarlo da solo in macchina) e propone lentamente altre alternative per gli spostamenti (nel contempo cerca di eliminare l'oggetto di interesse). Dopo un po' di tempo il malato dimentica.

    M.: Vuole continuare ad usare il fucile per la caccia.
    C.: Informa i compagni di caccia della pericolosità; ripone i fucili in un luogo sicuro e, nel caso, si rivolge ai carabinieri per capire cosa occorre fare per liberarsi delle armi.

    M.: Vuole avere il totale controllo dei suoi beni (denaro, immobili etc.)
    C.: La banca, informata della situazione, può fornire il malato di assegni "annullati", il caregiver consegna al malato un piccolo ma costante quantitativo di denaro da tenere nel portafoglio e consulta un avvocato per tutelarsi dagli sprechi e dalle perdite eccessive.

    M.: Si reca nei negozi e ruba alcuni oggetti.
    C.: Avverte i negozianti della zona al fine di evitare spiacevoli esperienze al malato.

    M.: Si perde per la strada e non torna a casa.
    C.: Fornisce al malato un braccialetto di riconoscimento e gli mette in tasca indirizzi e numeri telefonici di riferimento.

    M.: Lascia il gas aperto oppure cerca di cuocere con la pentola vuota e la piastra calda.
    C.: Controlla ogni volta che ha finito o sta per cucinare (sono maggiormente a rischio le persone sole o quelle che vagano di notte). Può essere utile togliere le manopole del fornello.

    M.: Lascia in giro le sigarette che fuma.
    C.: Cerca di far fumare il malato solo sotto il controllo di un'altra persona. 
     

    FASE II

    M.: Vuole uscire di casa per allontanarsi.
    C.: Se è possibile accompagna il malato fuori per qualche minuto e poi rientra cercando di spostare la sua attenzione verso altre cose.

    M.: Mette in bocca tutti gli oggetti che trova.
    C.: Elimina tutti gli oggetti di piccole dimensioni e controlla a distanza gli spostamenti del malato.

    M.: Non dorme di notte perché agitato o confuso.
    C.: Chiede al medico un supporto farmacologico e contemporaneamente cerca di tenere il malato occupato durante il giorno.

    M.: Aggredisce familiari e operatori.
    C.: Cerca di evitare discussioni, rimproveri e richieste troppo impegnative per il malato.
     

    FASE III

    M.: Ha smesso da due giorni di alimentarsi.
    C.: Informa il medico, perché può essere necessario iniziare un'alimentazione per via enterale o parenterale.

    M.: Ha una insistente febbricola, soprattutto di sera.
    C.: Informa il medico, perché si deve escludere un'infezione urinaria (pannolone, catetere), un'infezione intestinale (fecalomatosi), bronchiale o altro. Non dimenticarsi mai di controllare lo stato del cavo orale (lingua, denti, gengive).

    M.: Presenta un arrossamento in una parte del corpo.
    C.: Pensa che può essere l'inizio di un decubito quindi cerca, nei limiti del possibile, di variare la postura del malato, informa il medico per escludere altre cause.

    M.: Quando cerca di ingoiare compare un po' di tosse e a volte rischia il soffocamento.
    C.: Pensa che potrebbe essere l'inizio della disfagia; somministra quindi cibi a piccolissime dosi, a consistenza mista, e si accerta che dopo ogni razione il malato deglutisca; informa il medico, il quale deciderà se introdurre o meno il sondino naso-gastrico.

    M.: Presenta tosse produttiva persistente con escreato chiaro.
    C.: Dopo aver osservato il tipo e il colore di escreato, esclude che si tratti di un processo infettivo e/o infiammatorio; di solito è il risultato dell'accumulo di saliva nel cavo orale e in questi casi può rendersi necessaria l'aspirazione tracheale assistita.

     


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