All'interno delle varie fasi della Malattia di Alzheimer possono rendersi
necessari alcuni controlli e precauzioni rispetto al verificarsi di situazioni
potenzialmente rischiose.
Proviamo ad analizzarle una ad una e ad associare ad esse indicazioni
operative precise.
M. = Malato, C. = Caregiver.
FASE I
M.: Vuole guidare l'automobile o il motorino
C.: Cerca di ridurre l'attenzione verso l'oggetto, offrendosi di accompagnare
il malato durante le uscite in macchina (senza mai lasciarlo da solo in
macchina) e propone lentamente altre alternative per gli spostamenti (nel
contempo cerca di eliminare l'oggetto di interesse). Dopo un po' di tempo
il malato dimentica.
M.: Vuole continuare ad usare il fucile per la caccia.
C.: Informa i compagni di caccia della pericolosità; ripone
i fucili in un luogo sicuro e, nel caso, si rivolge ai carabinieri per
capire cosa occorre fare per liberarsi delle armi.
M.: Vuole avere il totale controllo dei suoi beni (denaro, immobili
etc.)
C.: La banca, informata della situazione, può fornire il malato
di assegni "annullati", il caregiver consegna al malato un piccolo ma costante
quantitativo di denaro da tenere nel portafoglio e consulta un avvocato
per tutelarsi dagli sprechi e dalle perdite eccessive.
M.: Si reca nei negozi e ruba alcuni oggetti.
C.: Avverte i negozianti della zona al fine di evitare spiacevoli esperienze
al malato.
M.: Si perde per la strada e non torna a casa.
C.: Fornisce al malato un braccialetto di riconoscimento e gli mette
in tasca indirizzi e numeri telefonici di riferimento.
M.: Lascia il gas aperto oppure cerca di cuocere con la pentola vuota
e la piastra calda.
C.: Controlla ogni volta che ha finito o sta per cucinare (sono maggiormente
a rischio le persone sole o quelle che vagano di notte). Può essere
utile togliere le manopole del fornello.
M.: Lascia in giro le sigarette che fuma.
C.: Cerca di far fumare il malato solo sotto il controllo di un'altra
persona.
FASE II
M.: Vuole uscire di casa per allontanarsi.
C.: Se è possibile accompagna il malato fuori per qualche minuto
e poi rientra cercando di spostare la sua attenzione verso altre cose.
M.: Mette in bocca tutti gli oggetti che trova.
C.: Elimina tutti gli oggetti di piccole dimensioni e controlla a distanza
gli spostamenti del malato.
M.: Non dorme di notte perché agitato o confuso.
C.: Chiede al medico un supporto farmacologico e contemporaneamente
cerca di tenere il malato occupato durante il giorno.
M.: Aggredisce familiari e operatori.
C.: Cerca di evitare discussioni, rimproveri e richieste troppo impegnative
per il malato.
FASE III
M.: Ha smesso da due giorni di alimentarsi.
C.: Informa il medico, perché può essere necessario iniziare
un'alimentazione per via enterale o parenterale.
M.: Ha una insistente febbricola, soprattutto di sera.
C.: Informa il medico, perché si deve escludere un'infezione
urinaria (pannolone, catetere), un'infezione intestinale (fecalomatosi),
bronchiale o altro. Non dimenticarsi mai di controllare lo stato del cavo
orale (lingua, denti, gengive).
M.: Presenta un arrossamento in una parte del corpo.
C.: Pensa che può essere l'inizio di un decubito quindi cerca,
nei limiti del possibile, di variare la postura del malato, informa il
medico per escludere altre cause.
M.: Quando cerca di ingoiare compare un po' di tosse e a volte rischia
il soffocamento.
C.: Pensa che potrebbe essere l'inizio della disfagia; somministra
quindi cibi a piccolissime dosi, a consistenza mista, e si accerta che
dopo ogni razione il malato deglutisca; informa il medico, il quale deciderà
se introdurre o meno il sondino naso-gastrico.
M.: Presenta tosse produttiva persistente con escreato chiaro.
C.: Dopo aver osservato il tipo e il colore di escreato, esclude che
si tratti di un processo infettivo e/o infiammatorio; di solito è
il risultato dell'accumulo di saliva nel cavo orale e in questi casi può
rendersi necessaria l'aspirazione tracheale assistita.