anno 1° settembre 98 n.6 -
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Chi potrà mai dire cosa pensava esattamente Luigino, con la testa ferita da quell'incidente che lo aveva fermato sulla carrozzina, quando alla domanda "Come sta?" rispondeva "Bene". E cosa passava per la mente a Rita con il suo vagabondare alla continua ricerca di pane, che in una sua rara sosta con noi osservò: "Io non ci sono mai: mi dispiace, ma non ci sono mai". E a Lilia, così immobile per più di un'ora ed improvvisamente in piedi con la mano sullo stomaco quando dice: "Mi fa male". Ed alla robusta Mary quando, disciplinatissima, al suo turno ora con noi parla con l'ampio sorriso. E chissà a cosa pensava l'irrequieta Giosetta che struscia e struscia insieme le sue mani; e l'orgogliosa Eda, con le sue precise idee sulle cure da prestare al suo Domenico. E la remissiva Fiorella con i suoi occhi gentili; e la testarda Milena, che con occhio vigile non si perde neanche un battito delle mie ciglia. E la piangente Evelina, muta ma così evidente; e il dignitoso Alfredo, l'elegante Marcella, la paffuta Norma. Ed il notiziario Andreina, l'assolutamente e sempre soddisfatta Antonietta, Ada che sta qui solo di giorno, ed Ivan con tanta voglia di vivere. Chi potrà mai dire cosa esattamente pensava l'obiettore Giovanni e la volontaria Lucia, ed i nostri ospiti dell'A.I.M.A. Giuliana e Rosina, e la nuova responsabile Sig.ra Clementina, e la sottoscritta, e la cagnetta Vespina, e la fioraia che ha portato due mazzi di fiori per "i Nonni" e per la psicologa da parte dell'ex Responsabile Sig.ra Isa. Chi potrà mai dire cosa esattamente passava per la testa di ognuno di noi, e neppure "se" passava qualcosa, forse di qualcuno non si poteva neppure dire che avesse più una testa".... Ma eravamo lì, e quello era uno dei nostri incontri, e poi una festa d'addio, l'ultimo giorno di un lavoro durato tre anni e mezzo con gli anziani residenti nella RSA "Caselli" di Quarrata per conto dell'Amministrazione Comunale di quella città. Era una parte della nostra vita, quella che vivevamo: della vita di ognuno e di quella del mondo. Perché tante persone insieme, quelle, sono il mondo, ognuno portando quello che ha da portare, senza la presunzione da parte di alcuno di dire se sia troppo o troppo poco, solo valorizzando quello che ognuno può. Basta che sia, che sia vita, che sia vita insieme e questo è
rispetto e relazione e dignità.
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