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anno 1°  ottobre 98  n.7 - 
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7/98
anno 1°  ottobre 98  n.7

AVVENIMENTI
5a Giornata Mondiale dell'Alzheimer
Una Serata Mondiale in Palazzo Vecchio

Sandra Nistri

 
In ricordo del Prof. Luigi Amaducci, celebrata il 21 settembre 1998 a Firenze la 5^ giornata mondiale dell'Alzheimer.
Annunciato il varo del Progetto Sperimentale Alzheimer della Regione Toscana: Residenze specifiche per malati di Alzheimer, Incremento dei programmi di assistenza domiciliare, Formazione degli operatori.

Celebrata in Palazzo Vecchio a Firenze, nel Salone dei Cinquecento, la 5a Giornata Mondiale dell'Alzheimer in ricordo del Professor Luigi Amaducci.
Il Saluto del Sindaco di Firenze, Mario Primicerio, l'Introduzione dell'Assessore Marco Geddes da Filicaia, i contributi scientifici del Prof. Giancarlo Pepeu, Pro Rettore dell'Università degli Studi di Firenze, e del Prof. Piero Antuono, Direttore del Centro Demenze del Medical College of Wisconsin. Il ricordo commovente del figlio di Amaducci, Giovanni. Il Concerto dell'Orchestra da Camera V. Galilei, diretta dal Maestro Daniele Zanettovich, a conclusione della serata.

Un "colpo d'occhio" splendido. Davvero in poche occasioni il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio era apparso stracolmo come per la celebrazione della "Quinta Giornata Mondiale del-l'Alzheimer" organizzata a Firenze, il 21 settembre scorso, dall'Amministrazione comunale e dall'A.I.M.A..

Sulle orme ed in ricordo del professor Luigi Amaducci, scomparso meno di un anno fa, che alla malattia aveva dedicato, per gran parte della sua vita, appassionate ricerche ed era sempre stato un assoluto precursore negli studi sulla demenza, catalogata per la prima volta proprio da Alzheimer, in prima fila le autorità cittadine: il Sindaco Mario Primicerio, l'Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Firenze Marco Geddes da Filicaia che ha aperto la serata con un breve saluto agli intervenuti, la famiglia del Prof. Amaducci, il Presidente dell'A.I.M.A. Manlio Matera e diversi altri rappresentanti dell'Associazione. Poi, nella "sterminata" platea, medici, ricercatori, operatori, ma soprattutto tante persone che quotidianamente vivono il dramma dell'Alzheimer: i familiari di anziani colpiti e "resi vuoti" dalla malattia, costretti a fare i conti, di giorno in giorno, con i mille problemi e difficoltà legate all'assistenza e ad una convivenza a dir poco problematica.
A ripercorrere il quadro attuale delle conoscenze sulla malattia di Alzheimer è stato, in maniera estremamente accattivante ed accessibile, il Professor Giancarlo Pepeu, Prorettore dell'Università degli Studi di Firenze ed ordinario di farmacologia, che ha iniziato il suo excursus partendo addirittura dai "classici" e citando una illuminante frase sull'invecchiamento tratta dalle "Georgiche" di Virgilio. Poi, dopo questa puntata nella letteratura latina, Pepeu ha iniziato a snocciolare il tragico "balletto delle cifre" sulla prevalenza della malattia di Alzheimer che colpisce attualmente in Italia 300 mila anziani (in maggioranza di età superiore ai 65 anni) e oltre 25 mila solo in Toscana, quasi 18 mila dei quali nella fascia di età compresa fra gli 81 e i 90 anni. Una malattia che, paradossalmente, assume quasi il carattere di contraltare all'evidente allungarsi della vita media tanto che, in pochi anni, ad un progressivo aumento della speranza di vita della popolazione (con casi che ormai non fanno più troppa notizia di ultracentenari) è corrisposto addirittura il raddoppiamento dei casi segnalati di Alzheimer: circa il 3% della popolazione con oltre 65 anni. Sul totale dei casi stimati in Toscana, la stragrande maggioranza è costituita da donne: oltre 19 mila, mentre sono quasi 6300 gli uomini. Per rimanere alle "crude" statistiche, ben 7000 malati di Alzheimer sono segnalati nella provincia di Firenze, 3000 dei quali nel solo capoluogo, con costi sociali addirittura esorbitanti. Nel '96, ha spiegato il Professor Pepeu, il costo totale per l'assistenza, in Italia,  era  calcolato attorno all'iperbolica cifra di10 mila miliardi di lire. Nella relazione del Prorettore anche un accenno agli studi compiuti da Amaducci sulle cause della devastante malattia: sulla forma definita genetica, ma soprattutto su quella "sporadica" cioè non riconducibile ad alterazioni genetiche definite ma al meccanismo, ancora da chiarire in gran parte, dell'eccessivo deposito nel cervello di una proteina chiamata beta-amiloide. Interessante anche il "percorso" di Pepeu per sfatare alcuni luoghi comuni sulla malattia (ad esempio la supposta correlazione fra arteriosclerosi ed Alzheimer) ma anche per ribadire alcune considerazioni che, pur non provate in assoluto, hanno una forte incidenza statistica: ad esempio il fatto che l'Alzheimer diminuisce in maniera evidente nei casi di anziani che presentano un maggior livello di istruzione o semplicemente leggono frequentemente o esercitano di più il cervello.

A ricordare la figura di Amaducci uomo è stato invece il Professor Piero Antuono, Direttore del Centro Demenze del "Medical College of Wisconsin", che ha aperto il suo toccante intervento con un illuminante aneddoto, raccontando di aver conosciuto il Professore un caldissimo giorno d'agosto negli anni '70. "Io, all'epoca molto giovane, ha raccontato, mi stavo informando sulla possibilità di ottenere un internato a Neurologia, ma le corsie  dell'ospedale erano desolatamente vuote alle due del pomeriggio. A un certo punto ho notato un medico con cui ho iniziato a parlare e mi ha rivolto moltissime domande che, in quel momento, mi hanno anche spiazzato. Mai avrei immaginato che quella persona che discorreva tranquillamente con me potesse essere addirittura il primario".

Il ricordo dell'Amaducci uomo è proseguito poi con un commosso discorso del figlio Giovanni che riportiamo integralmente su queste  stesse colonne.

La serata si è conclusa con un apprezzato concerto dell'Orchestra da Camera "Viri Galilei" costituita dagli allievi dei corsi superiori della Scuola di Musica di Fiesole e diretta dal Maestro Daniele Zanettovich che hanno eseguito davvero magistralmente musiche di Mozart.

La Quinta Giornata Mondiale dell'Alzheimer è quindi andata in archivio con un bilancio estremamente positivo, soprattutto perché ha dato l'occasione di riflettere ancora sulla malattia di Alzheimer e in particolare su quanto resta ancora da fare. Sul piano degli interventi concreti, rispetto al "deserto" totale di qualche anno fa si stanno per fortuna muovendo alcuni decisivi passi. La Regione Toscana sta ad esempio concretamente varando il Progetto Sperimentale Alzheimer che prevede, fra l'altro, diverse novità sul piano della creazione di una serie di nuclei residenziali specifici per anziani affetti da Alzheimer (sulla scia del "nido" realizzato a Villa Serena di Montaione) e dell'incremento dei programmi di assistenza domiciliare e anche diversi interventi sul piano della formazione degli operatori. Un capitolo indispensabile per una malattia devastante ma che, per molti aspetti, rimane purtroppo ancora poco conosciuta.



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