In ricordo del Prof. Luigi Amaducci, celebrata il 21 settembre 1998
a Firenze la 5^ giornata mondiale dell'Alzheimer.
Annunciato il varo del Progetto Sperimentale Alzheimer della Regione
Toscana: Residenze specifiche per malati di Alzheimer, Incremento dei programmi
di assistenza domiciliare, Formazione degli operatori.
Celebrata in Palazzo Vecchio a Firenze, nel Salone
dei Cinquecento, la 5a Giornata Mondiale dell'Alzheimer in ricordo
del Professor Luigi Amaducci.
Il Saluto del Sindaco di Firenze, Mario Primicerio,
l'Introduzione dell'Assessore Marco Geddes da Filicaia, i contributi scientifici
del Prof. Giancarlo Pepeu, Pro Rettore dell'Università degli Studi
di Firenze, e del Prof. Piero Antuono, Direttore del Centro Demenze del
Medical College of Wisconsin. Il ricordo commovente del figlio di Amaducci,
Giovanni. Il Concerto dell'Orchestra da Camera V. Galilei, diretta dal
Maestro Daniele Zanettovich, a conclusione della serata.
Un "colpo d'occhio" splendido. Davvero in poche occasioni il Salone
dei Cinquecento a Palazzo Vecchio era apparso stracolmo come per la celebrazione
della "Quinta Giornata Mondiale del-l'Alzheimer" organizzata a Firenze,
il 21 settembre scorso, dall'Amministrazione comunale e dall'A.I.M.A..
Sulle orme ed in ricordo del professor Luigi Amaducci, scomparso meno
di un anno fa, che alla malattia aveva dedicato, per gran parte della sua
vita, appassionate ricerche ed era sempre stato un assoluto precursore
negli studi sulla demenza, catalogata per la prima volta proprio da Alzheimer,
in prima fila le autorità cittadine: il Sindaco Mario Primicerio,
l'Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Firenze Marco Geddes da Filicaia
che ha aperto la serata con un breve saluto agli intervenuti, la famiglia
del Prof. Amaducci, il Presidente dell'A.I.M.A. Manlio Matera e diversi
altri rappresentanti dell'Associazione. Poi, nella "sterminata" platea,
medici, ricercatori, operatori, ma soprattutto tante persone che quotidianamente
vivono il dramma dell'Alzheimer: i familiari di anziani colpiti e "resi
vuoti" dalla malattia, costretti a fare i conti, di giorno in giorno, con
i mille problemi e difficoltà legate all'assistenza e ad una convivenza
a dir poco problematica.
A ripercorrere il quadro attuale delle conoscenze sulla malattia di
Alzheimer è stato, in maniera estremamente accattivante ed accessibile,
il Professor Giancarlo Pepeu, Prorettore dell'Università degli Studi
di Firenze ed ordinario di farmacologia, che ha iniziato il suo excursus
partendo addirittura dai "classici" e citando una illuminante frase sull'invecchiamento
tratta dalle "Georgiche" di Virgilio. Poi, dopo questa puntata nella letteratura
latina, Pepeu ha iniziato a snocciolare il tragico "balletto delle cifre"
sulla prevalenza della malattia di Alzheimer che colpisce attualmente in
Italia 300 mila anziani (in maggioranza di età superiore ai 65 anni)
e oltre 25 mila solo in Toscana, quasi 18 mila dei quali nella fascia di
età compresa fra gli 81 e i 90 anni. Una malattia che, paradossalmente,
assume quasi il carattere di contraltare all'evidente allungarsi della
vita media tanto che, in pochi anni, ad un progressivo aumento della speranza
di vita della popolazione (con casi che ormai non fanno più troppa
notizia di ultracentenari) è corrisposto addirittura il raddoppiamento
dei casi segnalati di Alzheimer: circa il 3% della popolazione con oltre
65 anni. Sul totale dei casi stimati in Toscana, la stragrande maggioranza
è costituita da donne: oltre 19 mila, mentre sono quasi 6300 gli
uomini. Per rimanere alle "crude" statistiche, ben 7000 malati di Alzheimer
sono segnalati nella provincia di Firenze, 3000 dei quali nel solo capoluogo,
con costi sociali addirittura esorbitanti. Nel '96, ha spiegato il Professor
Pepeu, il costo totale per l'assistenza, in Italia, era calcolato
attorno all'iperbolica cifra di10 mila miliardi di lire. Nella relazione
del Prorettore anche un accenno agli studi compiuti da Amaducci sulle cause
della devastante malattia: sulla forma definita genetica, ma soprattutto
su quella "sporadica" cioè non riconducibile ad alterazioni genetiche
definite ma al meccanismo, ancora da chiarire in gran parte, dell'eccessivo
deposito nel cervello di una proteina chiamata beta-amiloide. Interessante
anche il "percorso" di Pepeu per sfatare alcuni luoghi comuni sulla malattia
(ad esempio la supposta correlazione fra arteriosclerosi ed Alzheimer)
ma anche per ribadire alcune considerazioni che, pur non provate in assoluto,
hanno una forte incidenza statistica: ad esempio il fatto che l'Alzheimer
diminuisce in maniera evidente nei casi di anziani che presentano un maggior
livello di istruzione o semplicemente leggono frequentemente o esercitano
di più il cervello.
A ricordare la figura di Amaducci uomo è stato invece il Professor
Piero Antuono, Direttore del Centro Demenze del "Medical College of Wisconsin",
che ha aperto il suo toccante intervento con un illuminante aneddoto, raccontando
di aver conosciuto il Professore un caldissimo giorno d'agosto negli anni
'70. "Io, all'epoca molto giovane, ha raccontato, mi stavo informando sulla
possibilità di ottenere un internato a Neurologia, ma le corsie
dell'ospedale erano desolatamente vuote alle due del pomeriggio. A un certo
punto ho notato un medico con cui ho iniziato a parlare e mi ha rivolto
moltissime domande che, in quel momento, mi hanno anche spiazzato. Mai
avrei immaginato che quella persona che discorreva tranquillamente con
me potesse essere addirittura il primario".
Il ricordo dell'Amaducci uomo è proseguito poi con un commosso
discorso del figlio Giovanni che riportiamo integralmente su queste
stesse colonne.
La serata si è conclusa con un apprezzato concerto dell'Orchestra
da Camera "Viri Galilei" costituita dagli allievi dei corsi superiori della
Scuola di Musica di Fiesole e diretta dal Maestro Daniele Zanettovich che
hanno eseguito davvero magistralmente musiche di Mozart.
La Quinta Giornata Mondiale dell'Alzheimer è quindi andata in
archivio con un bilancio estremamente positivo, soprattutto perché
ha dato l'occasione di riflettere ancora sulla malattia di Alzheimer e
in particolare su quanto resta ancora da fare. Sul piano degli interventi
concreti, rispetto al "deserto" totale di qualche anno fa si stanno per
fortuna muovendo alcuni decisivi passi. La Regione Toscana sta ad esempio
concretamente varando il Progetto Sperimentale Alzheimer che prevede, fra
l'altro, diverse novità sul piano della creazione di una serie di
nuclei residenziali specifici per anziani affetti da Alzheimer (sulla scia
del "nido" realizzato a Villa Serena di Montaione) e dell'incremento dei
programmi di assistenza domiciliare e anche diversi interventi sul piano
della formazione degli operatori. Un capitolo indispensabile per una malattia
devastante ma che, per molti aspetti, rimane purtroppo ancora poco conosciuta.