MENSILE DELL'AIMA
DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE ITALIANA
MALATTIA DI ALZHEIMER
anno 1° nov. -dic. 98 n.8-9
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8-9/98
anno 1° novembre - dicembre 98 n. 8-9
RUBRICHE
il Medico
CURE POSSIBILI: LA TERAPIA DEI
DISTURBI NON-COGNITIVI
Antonella Notarelli
|
Oltre ai già descritti sintomi cognitivi, la malattia di Alzheimer
si caratterizza per la comparsa di disturbi non - cognitivi o comportamentali.
Ciò che si modifica lentamente è il carattere, la personalità,
il modo di interpretare la realtà. La persona tende a vivere solo
tra i ricordi del passato e spesso li confonde con i vissuti del presente.
Da questo mescolarsi continuo di situazioni, ormai privo di critica e giudizio,
il malato esibisce una serie di comportamenti non sempre di facile interpretazione
e spesso ingestibili da parte dei caregivers.
La presenza di questi disturbi, oltre ad abbassare ulteriormente il
livello di autonomia dei malati nello svolgimento delle attività
quotidiane, richiede frequentemente l'utilizzo di farmaci antipsicotici
e l'eventuale ospedalizzazione.
Sono questi gli unici rimedi possibili? Nella descrizione delle manifestazioni
cliniche, riportata in tabella, non vengono prese in considerazione le
terapie farmacologiche comunemente usate nel trattamento dei disturbi del
comportamento in corso di malattia di Alzheimer (argomento di uno dei prossimi
articoli della rubrica). Questo per due motivi:
1) Il modo migliore per affrontare i disturbi del comportamento è
quello di prevenirli e di usare tecniche comportamentali.
2) L'eventuale decisione di utilizzare una terapia farmacologica non
deve rappresentare una scelta alternativa, ma un intervento complementare
all'approccio comportamentale e relazionale.
In questo numero analizzeremo due sintomi della malattia: l'Agitazione
e l'Aggressività
| Descrizione
delle manifestazioni cliniche e dei rimedi |
|
Manifestazione |
Cosa fare..... |
 |
Il malato cammina senza sosta (wandering o vagabondaggio) e a volte
tende ad uscire di casa, apre e chiude cassetti e porte, si veste e si
spoglia continuamente. Spesso tutto ciò si associa ad uno stato
di preoccupazione immotivato. L'agitazione può essere provocata
dalla noia, essere il sintomo di un dolore, l'effetto di alcuni farmaci
o la conseguenza di uno stato d'animo presente nell'ambiente familiare. |
Se il malato ha bisogno di camminare anche tutto il giorno in maniera
afinalistica, occorre lasciarglielo fare senza mai obbligarlo a stare seduto.
Cercare di farsi spiegare cosa lo stia turbando o discutere insieme è
inutile e spesso peggiora la situazione. Anche se alcuni comportamenti
restano inspiegabili, è fondamentale cercare di rassicurare il malato. |
 |
Il malato diventa aggressivo verbalmente e fisicamente con il caregiver,
ogni volta che cerca di aiutarlo a vestirsi o spogliarsi, quando si deve
lavare, se contraddetto durante una discussione. Oppure senza alcun apparente
motivo, accusando qualcuno di aver commesso qualcosa. L'aggressività
può anche esprimersi con la comparsa, ex novo, di un torpiloquio. |
L'aggressività è quasi sempre una risposta
estrema, può essere prevenuta facendo attenzione al livello di stress
che il malato manifesta. A volte è sufficiente sdrammatizzare e
rassicurare il malato. Altre volte è necessario assecondare. |
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Last Update 06 / 01 / 1998
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