l'Avvocato
ALBERTO SCATIZZI
I TEMPI PER OTTENERE 
L’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO
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Non esiste malato di Alzheimer che non consegua, prima o poi, l’indennità di accompagnamento. I tempi utili per ottenere il riconoscimento variano in funzione di molti fattori non escluso le diverse aree geografiche. Pur tuttavia l’interessato non deve trascurare che esiste una precisa normativa contenuta nel D.P.R. 21.09.1994 n. 698 che detta i termini massimi per la chiusura del procedimento.
Innanzitutto la data della visita deve essere fissata entro tre mesi dalla presentazione della domanda. Trascorso inutilmente il termine l’interessato può, per prima cosa, presentare una diffida a provvedere in carta semplice (art. 3 comma I D.p.r. cit.) e successivamente rivolgersi anche all’Autorità Giudiziaria (art. 3 comma V D.p.r. cit.).
La verifica delle condizioni di carattere sanitario deve concludersi entro nove mesi dalla presentazione della domanda (art. 1 comma III D.p.r. cit.).

Una volta esaurita la fase dell’accertamento sanitario la commissione invia all’interessato, con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, la copia del verbale di visita e da quel momento la procedura si sposta in altra sede: prima della riforma avvenuta con l’art. 130 del Decreto L.vo 31.03.1998 n. 112 la concessione ed il pagamento erano di competenza delle Prefetture ma successivamente sono state trasferite all’Inps che attualmente le gestisce.
Anche per questa fase ulteriore esiste un termine massimo che è di 180 giorni dal momento in cui la commissione medica invia all’ente che deve eseguire il pagamento la documentazione necessaria (art. 4 comma I D.p.r. cit.).