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La manifestazione si è
svolta in parte nell’Auditorium della Banca Toscana, gentilmente concesso, ed
in parte presso la sede dell’AIMA, dove è localizzato il Centro di
Ascolto.
In
questo numero del giornale si parla in maniera estesa di questa iniziativa, che
ha visto molte persone attive nel settore dei servizi pubblici, autorevoli
personalità e tanti amici riuniti per esprimere solidarietà con i familiari
dei malati, condivisione di linee progettuali con l’AIMA e soprattutto
rinnovare l’espressione di stima e apprezzamento per l’opera svolta da Luigi
Amaducci.
Ma
perché si è ritenuto opportuno dare tanto risalto al Centro di Ascolto
Alzheimer, se in fondo con questa struttura si svolgono funzioni che l’AIMA ha
sempre svolto per fini istituzionali?
Ci sono almeno tre buoni motivi:
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Il Progetto del Centro di Ascolto
Alzheimer,
partito con questo nome nel gennaio 2000, è inserito nel Progetto
Sperimentale Alzheimer della Regione Toscana. Con il finanziamento del
progetto, la Regione ha dimostrato di riconoscere, insieme, il valore
dell’esperienza dell’AIMA e l’importanza della presenza sul territorio
di un punto di riferimento specifico, dove i familiari dei malati possano
ricevere informazioni, consulenza e altre forme di sostegno.
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Titolare del Progetto è il Comune di Firenze
mentre responsabile della gestione è l’AIMA. Con la partecipazione del
Comune di Firenze, il Centro di Ascolto Alzheimer diventa un nodo della rete
dei servizi attivi sul territorio, consentendo all’AIMA di costruire
relazioni con altri soggetti di questa, come i Centri Sociali e le Reti di
Solidarietà dei Quartieri.
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La convergenza di attenzioni, competenze e risorse
sul Progetto del Centro di Ascolto è una dimostrazione tangibile della
nuova sensibilità che si è creata intorno all’Alzheimer.
Anche se si tratta di un piccolo progresso sulla strada della qualità
della vita per malati, familiari e operatori, a noi sembra una grande opportunità
che oggi si presenta grazie al lavoro svolto negli anni passati. E grazie a
Luigi Amaducci, con il profondo rammarico di non poter continuare a condividere
progetti e speranze.
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