L'EDITORIALE

 
 Non solo ascolto 

Il 18 marzo 2000 è stato inaugurato a Firenze il Centro di Ascolto Alzheimer. Nella stessa occasione è stata inaugurata la nuova sede dell’AIMA, dedicata a Luigi Amaducci. 

La manifestazione si è svolta in parte nell’Auditorium della Banca Toscana, gentilmente concesso, ed in parte presso la sede dell’AIMA, dove è localizzato il Centro di Ascolto. 

           
In questo numero del giornale si parla in maniera estesa di questa iniziativa, che ha visto molte persone attive nel settore dei servizi pubblici, autorevoli personalità e tanti amici riuniti per esprimere solidarietà con i familiari dei malati, condivisione di linee progettuali con l’AIMA e soprattutto rinnovare l’espressione di stima e apprezzamento per l’opera svolta da Luigi Amaducci.
           
Ma perché si è ritenuto opportuno dare tanto risalto al Centro di Ascolto Alzheimer, se in fondo con questa struttura si svolgono funzioni che l’AIMA ha sempre svolto per fini istituzionali?

            Ci sono almeno tre buoni motivi:

  1. Il Progetto del Centro di Ascolto Alzheimer, partito con questo nome nel gennaio 2000, è inserito nel Progetto Sperimentale Alzheimer della Regione Toscana. Con il finanziamento del progetto, la Regione ha dimostrato di riconoscere, insieme, il valore dell’esperienza dell’AIMA e l’importanza della presenza sul territorio di un punto di riferimento specifico, dove i familiari dei malati possano ricevere informazioni, consulenza e altre forme di sostegno.

  2. Titolare del Progetto è il Comune di Firenze mentre responsabile della gestione è l’AIMA. Con la partecipazione del Comune di Firenze, il Centro di Ascolto Alzheimer diventa un nodo della rete dei servizi attivi sul territorio, consentendo all’AIMA di costruire relazioni con altri soggetti di questa, come i Centri Sociali e le Reti di Solidarietà dei Quartieri.

  3. La convergenza di attenzioni, competenze e risorse sul Progetto del Centro di Ascolto è una dimostrazione tangibile della nuova sensibilità che si è creata intorno all’Alzheimer.

          Anche se si tratta di un piccolo progresso sulla strada della qualità della vita per malati, familiari e operatori, a noi sembra una grande opportunità che oggi si presenta grazie al lavoro svolto negli anni passati. E grazie a Luigi Amaducci, con il profondo rammarico di non poter continuare a condividere progetti e speranze.

 

Manlio Matera 
Presidente dell'A.I.M.A. di Firenze