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Il mio
cuore batteva forte in Via dei Georgofili, mentre la Fanfara onorava i
caduti: ... il Piave ... Fratelli d'Italia,... il Silenzio.
Grande rimbombo fra strette mura la gente pigiata per non perdere niente.
Le musiche conosciute fin dall'infanzia, i versi della piccola Nadia
sulla pietra, l'orgoglio dell'Accademia più antica del mondo. le
uniformi accanto alla corona d'alloro..., e noi.
Noi, gente immersa in quegli spazi, suoni, parole, concetti. simboli,
colori e calori e odori, a fare il nostro mestiere di gente: che si mette
in rapporto con l'altro, che lo recepisce con il corpo e con la mente,
che prova sensazioni ed emozioni, e le elabora e le esprime.
Riflettendosi sull'altro che ne viene toccato e che a sua volta, e all'infinito,
rimanda il suo vissuto con i gesti spontanei del pianto, con quelli elaborati
dell' "attenti", con quelli severi dell'intima riflessione.
Ognuno portando qualcosa che si accompagna ed integra
all'altro e che rende, con la |
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sua piccola
particolarità, grande e armoniosa questa manifestazione celebrativa
della 6° Giornata Mondiale dell'Alzheimer.
Che strana cosa l'Alzheimer, che quotidianamente divide con progressione
il malato dal sano, e chi lo cura dalla sua stessa famiglia, e questa dal
contesto sociale e dai servizi da questo deputati alla sua cura.
Che strana cosa l'Alzheimer, che si fa così male descrivere perché
male si dice l'indicibile e così male curare perché male
si cura l'ignoto.
Che strana cosa l'Alzheimer che attacca trasversalmente il corpo sociale
e non c'è più benestante e disagiato, studioso e analfabeta,
puritano e trasgressivo.
Che strana cosa l'Alzheimer, che lega intorno a così tanti "potenti",
che tocca l'umanità al di là del ruolo, che avvince in
un rapporto dove è lo sgomento che avvicina, la fragilità
che accomuna, il dolore che unisce.
Strano come l'essere umano, indifferente se distante da se stesso, capace
di grandi cose se a contatto con le sue emozioni, i suoi sentimenti, i
suoi ricordi, il suo proprio modo di essere.
Che è tentato a fuggire perchè a rischio di responsabilità,
impegno, sofferenza...: ma è solo il cuore che batte, e forte, che
ci può mantenere vivi.
l'ALZHEIMER NUMERO OTTO OTTOBRE `99
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