M A R I A G R A Z I A 
 F R O S A L I

 
lo Psicologo
 
2 OTTOBRE 1999
Il mio cuore batteva forte in Via dei Georgofili, mentre la Fanfara onorava i caduti: ... il Piave ... Fratelli d'Italia,... il Silenzio. 

Grande rimbombo fra strette mura la gente pigiata per non perdere niente. 

Le musiche conosciute fin dall'infanzia, i versi della piccola Nadia sulla pietra, l'orgoglio dell'Accademia più antica del mondo. le uniformi accanto alla corona d'alloro..., e noi. 

Noi, gente immersa in quegli spazi, suoni, parole, concetti. simboli, colori e calori e odori, a fare il nostro mestiere di gente: che si mette in rapporto con l'altro, che lo recepisce con il corpo e con la mente, che prova sensazioni ed emozioni, e le elabora e le esprime. 

Riflettendosi sull'altro che ne viene toccato e che a sua volta, e all'infinito, rimanda il suo vissuto con i gesti spontanei del pianto, con quelli elaborati dell' "attenti", con quelli severi dell'intima riflessione. 

Ognuno portando qualcosa che si accompagna ed integra all'altro e che rende, con la 

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Educarsi all'Alzheimer 
c/o A.I.M.A. Via Pancaldo 29
50127 Firenze
sua piccola particolarità, grande e armoniosa questa manifestazione celebrativa della 6° Giornata Mondiale dell'Alzheimer. 

Che strana cosa l'Alzheimer, che quotidianamente divide con progressione il malato dal sano, e chi lo cura dalla sua stessa famiglia, e questa dal contesto sociale e dai servizi da questo deputati alla sua cura. 

Che strana cosa l'Alzheimer, che si fa così male descrivere perché male si dice l'indicibile e così male curare perché male si cura l'ignoto. 

Che strana cosa l'Alzheimer che attacca trasversalmente il corpo sociale e non c'è più benestante e disagiato, studioso e analfabeta, puritano e trasgressivo. 

Che strana cosa l'Alzheimer, che lega intorno a così tanti "potenti", che tocca l'umanità al di là del ruolo, che avvince in un rapporto dove è lo sgomento che avvicina, la fragilità che accomuna, il dolore che unisce. 

Strano come l'essere umano, indifferente se distante da se stesso, capace di grandi cose se a contatto con le sue emozioni, i suoi sentimenti, i suoi ricordi, il suo proprio modo di essere. 

Che è tentato a fuggire perchè a rischio di responsabilità, impegno, sofferenza...: ma è solo il cuore che batte, e forte, che ci può mantenere vivi. 

l'ALZHEIMER NUMERO OTTO OTTOBRE `99