| La Toscana con le sue oltre 5mila associazioni
in attività, è una delle regioni italiane in cui il volontariato
è più diffuso e nel quale esso si presenta con un panorama
vasto e variegato. Nella nostra regione esiste una grande tradizione in
questo importante settore, che differenzia il nostro territorio rispetto
ad altre zone. Una diversità che lo caratterizza, una tradizione
di solidarietà e di aiuto, oltre che naturalmente d’impegno, che
fa si che da noi, non ancora così spesso come forse vorremmo, gli
anziani si sentano meno soli e attempati, quelli che purtroppo si ritrovano
soli un po’ meno “abbandonati”, i malati ed i bisognosi, tra le loro quattro
mura come in ospedale, un po’ meno tristi e più sereni. Con questo
non vogliamo certo tratteggiare un ritratto fatto di sole luci, visto che
anche da noi qui in Toscana esistono zone d’ombra, ma semplicemente valutare
un dato di fatto che da noi, più che in altre zone, nasce da una
tradizione di grandi legami familiari, di piccoli paesi dove quasi tutti
si conoscono, da una realtà, che pur molto sviluppata da progresso
e modernità ha mantenuto una sua dimensione a misura d’uomo. Il
volontariato qui in Toscana è fatto di tante piccole realtà,
magari non tutte schedate e riconosciute in una qualche associazione, ma
pur ben vive e vegete. Realtà che costituiscono una forza, una grande
risorsa da utilizzare e che già da due anni si danno appuntamento
a Dire & Fare, la rassegna dedicata all’innovazione della pubblica
amministrazione toscana, una tre giorni di convegni che, giunta alla sua
seconda edizione tenutasi ad Arezzo nello scorso novembre, ha confermato
come in Toscana sia importante riuscire a rendere sistematica e coordinata
la collaborazione tra associazioni di volontariato e pubbliche amministrazioni.
Una rassegna che ogni anno si conclude con l’assegnazione di dieci Oscar,
simbolici riconoscimenti a quegli enti o associazioni che si sono distinti
per i propri progetti innovativi. Nell’ultima edizione uno di questi dieci,
significativi riconoscimenti è andato all’Aima, l’associazione che
riunisce i familiari dei malati di Alzheimer per il progetto Idea Ambiente
Alzheimer. Questa terribile malattia, la forma più frequente di
demenza senile nei paesi industrializzati, è caratterizzata da un
progressivo deficit di tutte le funzioni cognitive, a partire, nella maggioranza
dei casi, dalla memoria a breve termine. Il progetto dell’associazione
riguarda l’informazione, la documentazione, l’educazione e l’ambiente.
L’informazione è intesa come sviluppo di progetti per la formazione
e l’aggiornamento di operatori addetti all’assistenza ed all’organizzazione
dei servizi. La documentazione, a livello nazionale ed europeo, servirà
per il censimento dei soggetti attivi nel campo della |
formazione e dell’assistenza e per la raccolta
di progetti. Tutto al fine di trasferire esperienze, confrontare strategie
per aumentare l’efficienza e l’efficacia degli interventi. Nel progetto
è compresa l’educazione ed orientamento i cui destinatari sono i
familiari, gli operatori socio - sanitari, i responsabili di servizi, le
organizzazioni sociali e di cittadini. Infine l’ambiente, per uno studio
delle caratteristiche architettoniche ed arredative per lo sviluppo di
un modello di ambiente per i malati di Alzheimer. Insomma, uno splendido
esempio di come un’associazione possa venirti incontro, possa aiutarti,
starti ad ascoltare, mentre a te sembra che il mondo crolli addosso.

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