di Marcello Bucci, Responsabile della Rassegna DIRE & FARE
 
 

DIRE & FARE: L’AUTONOMIA CHE FUNZIONA
 
 

La collaborazione tra pubbliche amministrazioni e associazioni di volontariato

La Toscana con le sue oltre 5mila associazioni in attività, è una delle regioni italiane in cui il volontariato è più diffuso e nel quale esso si presenta con un panorama vasto e variegato. Nella nostra regione esiste una grande tradizione in questo importante settore, che differenzia il nostro territorio rispetto ad altre zone. Una diversità che lo caratterizza, una tradizione di solidarietà e di aiuto, oltre che naturalmente d’impegno, che fa si che da noi, non ancora così spesso come forse vorremmo, gli anziani si sentano meno soli e attempati, quelli che purtroppo si ritrovano soli un po’ meno “abbandonati”, i malati ed i bisognosi, tra le loro quattro mura come in ospedale, un po’ meno tristi e più sereni. Con questo non vogliamo certo tratteggiare un ritratto fatto di sole luci, visto che anche da noi qui in Toscana esistono zone d’ombra, ma semplicemente valutare un dato di fatto che da noi, più che in altre zone, nasce da una tradizione di grandi legami familiari, di piccoli paesi dove quasi tutti si conoscono, da una realtà, che pur molto sviluppata da progresso e modernità ha mantenuto una sua dimensione a misura d’uomo. Il volontariato qui in Toscana è fatto di tante piccole realtà, magari non tutte schedate e riconosciute in una qualche associazione, ma pur ben vive e vegete. Realtà che costituiscono una forza, una grande risorsa da utilizzare e che già da due anni si danno appuntamento a Dire & Fare, la rassegna dedicata all’innovazione della pubblica amministrazione toscana, una tre giorni di convegni che, giunta alla sua seconda edizione tenutasi ad Arezzo nello scorso novembre, ha confermato come in Toscana sia importante riuscire a rendere sistematica e coordinata la collaborazione tra associazioni di volontariato e pubbliche amministrazioni. Una rassegna che ogni anno si conclude con l’assegnazione di dieci Oscar, simbolici riconoscimenti a quegli enti o associazioni che si sono distinti per i propri progetti innovativi. Nell’ultima edizione uno di questi dieci, significativi riconoscimenti è andato all’Aima, l’associazione che riunisce i familiari dei malati di Alzheimer per il progetto Idea Ambiente Alzheimer. Questa terribile malattia, la forma più frequente di demenza senile nei paesi industrializzati, è caratterizzata da un progressivo deficit di tutte le funzioni cognitive, a partire, nella maggioranza dei casi, dalla memoria a breve termine. Il progetto dell’associazione riguarda l’informazione, la documentazione, l’educazione e l’ambiente. L’informazione è intesa come sviluppo di progetti per la formazione e l’aggiornamento di operatori addetti all’assistenza ed all’organizzazione dei servizi. La documentazione, a livello nazionale ed europeo, servirà per il censimento dei soggetti attivi nel campo della  formazione e dell’assistenza e per la raccolta di progetti. Tutto al fine di trasferire esperienze, confrontare strategie per aumentare l’efficienza e l’efficacia degli interventi. Nel progetto è compresa l’educazione ed orientamento i cui destinatari sono i familiari, gli operatori socio - sanitari, i responsabili di servizi, le organizzazioni sociali e di cittadini. Infine l’ambiente, per uno studio delle caratteristiche architettoniche ed arredative per lo sviluppo di un modello di ambiente per i malati di Alzheimer. Insomma, uno splendido esempio di come un’associazione possa venirti incontro, possa aiutarti, starti ad ascoltare, mentre a te sembra che il mondo crolli addosso.