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I PROBLEMI ED IL LORO TRATTAMENTO LE PIAGHE DA DECUBITO
Con il termine di "piaga da decubito" si intende una lesione localizzata della cute e dei tessuti sottostanti, causata da una prolungata ed eccessiva pressione che si sviluppa sulle parti del corpo a contatto con il piano di appoggio. La comparsa di piaghe da decubito è particolarmente frequente nella terza età; è causata dall'immobilità ed da altri fattori di rischio frequenti nella popolazione geriatrica. Le piaghe da decubito sono diffuse soprattutto nei reparti dove le attrezzature sanitarie sono inadeguate ed il personale di assistenza non è numericamente sufficiente ed opportunamente istruito. I pazienti con piaghe da decubito e quelli a rischio mostrano una maggiore utilizzazione delle risorse sanitarie; la lunghezza media in caso di ricovero è infatti dalle 3.5 alle 5 volte superiore. È stato calcolato che una volta che una piaga da decubito ha cominciato a svilupparsi, il tempo di assistenza aumenta del 50%. Inoltre, coloro che sopravvivono presentano un elevato rischio di essere istituzionalizzati. Sono state proposte numerose classificazioni delle piaghe, ma ancora oggi non è stato chiarito completamente il tipo e l'importanza dei fattori che le provocano. Fra tutti i fattori che condizionano la comparsa di piaghe l'immobilità è sicuramente la più importante. Molte malattie fisiche e psichiche possono esserne causa nell'anziano; le più comuni sono i disordini muscolo-scheletrici (frattura di femore, artrosi), neurologici (esiti di paralisi) e cardiovascolari (grave scompenso cardiaco, arteriopatie obliteranti periferiche). L'immobilità agisce principalmente tramite due meccanismi: la compressione e lo stiramento, che bloccano l'afflusso di sangue alla cute. Nelle persone sane non si sviluppano le piaghe da decubito anche se stanno a letto o sedute per lungo tempo, perché le zone compresse sono dolenti e inducono al movimento, con il quale si ripristina il flusso sanguigno. Nell'anziano, per modificazioni della sensibilità tattile e dolorifica che accompagnano molte malattie, tale meccanismo di difesa è inefficiente e può addirittura mancare. L'immobilità riduce od elimina totalmente la capacità di compiere i movimenti volontari ed involontari necessari per scaricare periodicamente le zone sottoposte a compressione. Una pressione elevata per un tempo breve è meno lesiva per la cute che una bassa pressione per lunghi periodi. L'incontinenza fecale è un fattore di rischio per lo sviluppo delle piaghe da decubito più importante rispetto all'incontinenza urinaria; se confrontata con l'immobilità ha però un ruolo secondario, che è basato sulla macerazione cutanea e sull'azione di batteri e tossine. Le piaghe da decubito riconoscono spesso cause farmacologiche, come l'uso di sonniferi e tranquillanti, che favoriscono la tendenza al sonno ed all'immobilità. Anche la scarsa attenzione ed impegno terapeutico nei confronti del paziente, l'insufficiente sorveglianza ed istruzione del personale di assistenza, la sottovalutazione del danno iniziale e l'uso non corretto dei presidi sanitari (padella, catetere, lenzuola, velli) sono da annoverare fra le cause legate ad un errato intervento sanitario. Alla base della prevenzione delle piaghe da decubito sta l'identificazione del paziente a rischio. In tal modo è possibile concentrare su pochi soggetti l'uso di tecniche specifiche e l'impegno assistenziale, che non possono essere estesi a tutta la popolazione geriatrica. È a "rischio" il paziente che non è in grado di compiere movimenti volontari o involontari tramite i quali scaricare periodicamente la pressione cui sono sottoposte le aree del corpo a contatto con la superficie di appoggio. Senza l'eliminazione della pressione locale ogni misura preventiva e terapeutica è inutile. Per ridurre la pressione locale sono stati ideati vari tipi di presidi dotati di "superfici mobili" e di "superfici non rigide", come il materasso a pressione alternata, il letto a piano di appoggio variabile, il letto elettrico rotante e rispettivamente il materasso ad acqua ed il materasso di materiale supersoft. È importante precisare che l'uso di presidi antidecubito diminuisce, ma non elimina il bisogno di cambiamenti di posizione. Non esiste un'unica posizione corretta per il riposo a letto, perché è fondamentale il cambiamento periodico del decubito. Il paziente non deve mai giacere sulla sede della piaga nemmeno per pochi minuti, anche in presenza di presidi antidecubito. Girando il paziente ad intervalli di due ore, giorno e notte, si riduce la durata della pressione localizzata e si permette la ricircolazione del sangue nella cute, minimizzando così il rischio delle piaghe. Il cambiamento di posizione è un metodo tradizionale
di prevenzione delle piaghe da decubito e presenta alcuni limiti, come
l'enorme tempo di assistenza richiesto ed il disturbo arrecato al paziente,
soprattutto se i movimenti sono dolorosi. La notte è il momento
di maggior rischio, perché l'attività generale è minore
e la tendenza naturale porterebbe a non disturbare il paziente.
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