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Le demenze
Una guida per i famigliari

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I PROBLEMI ED IL LORO TRATTAMENTO

L'INCONTINENZA
 

La comparsa di incontinenza accompagna costantemente ogni forma di demenza.

Nella malattia di Alzheimer l'incontinenza si manifesta in uno stadio intermedio della malattia. Nella demenza vascolare ischemica (arteriosclerotica) può essere presente fin dalle fasi iniziali.

L'incontinenza può inoltre essere il primo e precoce segno, accanto al disturbo di memoria e a difficoltà nella deambulazione, di una forma di demenza suscettibile di guarigione quale l'idrocefalo normoteso.

Più in generale l'incontinenza è presente nel 40-60% dei pazienti dementi deambulanti; tuttavia è un sintomo che spesso può essere controllato o curato.

Le principali cause reversibili di incontinenza urinaria sono lo stato confusionale acuto, la riduzione dell'autonomia nella deambulazione e l'allettamento, le infezioni, la stitichezza, ed i farmaci. Prima di considerare l'incontinenza incurabile è necessaria un'accurata valutazione di queste cause. La comparsa di incontinenza deve indurre pertanto a cercare il consiglio di un medico.

Spesso i pazienti dementi non sono in grado di inibire la minzione per il tempo necessario a raggiungere la toilette. In questo caso è necessario provvedere con raccoglitori di urine portatili. Anche l'impiego di un abbigliamento che sia facile da togliere, sostituendo le cerniere o i bottoni con chiusure a strappo, può facilitare la continenza. Spesso il paziente demente non sa dove è localizzata la toilette; in questo caso possono essere utili indicazioni colorate che tracciano il percorso verso il bagno. L'impiego dei colori per indicare la destinazione d'uso di un ambiente consente di superare la difficoltà che molti pazienti hanno a leggere cartelli riportanti scritte. D'altra parte può essere utile l'impiego contemporaneo di cartelli purché le indicazioni scritte siano chiare e ben leggibili.

Una volta instauratasi un'incontinenza irreversibile, è opportuno programmare la minzione, accompagnando periodicamente il paziente in bagno ogni 2-3 ore, soprattutto appena si sveglia al mattino, prima di coricarsi e una volta durante la notte. Può essere utile impiegare raccoglitori per urine esterni soprattutto di notte e limitare l'apporto di liquidi nelle ore serali.

L'impiego del catetere vescicale a permanenza è da limitare il più possibile poiché predispone alle infezioni urinarie ed ha conseguenze negative sul piano psicologico. L'impiego del catetere vescicale può essere preso in considerazione nel paziente allettato con piaghe da decubito, oppure quando l'incontinenza non può essere corretta con interventi medici, chirurgici o con presidi esterni.

La tempestiva valutazione delle forme reversibili di incontinenza ed il corretto controllo delle forme croniche consentono di limitare le conseguenze fisiche e psicologiche a carico del paziente, il sovraccarico assistenziale dei familiari e degli operatori nonché di contenere l'impatto economico derivante dal ricorso ai presidi per l'incontinenza (pannoloni).
 


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