Le demenze Una guida per i famigliari (per una migliore
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I PROBLEMI ED IL LORO TRATTAMENTO I DISTURBI COMPORTAMENTALI
Nel 1907 Alois Alzheimer descrisse una donna di 51 anni che presentava disorientamento temporo-spaziale, disturbi della memoria, sintomi depressivi e deliri di persecuzione e di gelosia. La paziente accusava il marito di infedeltà, il medico ed i vicini di casa di attentare alla sua vita e frequentemente presentava allucinazioni uditive. Quella donna è il primo esempio della malattia che prenderà il nome di demenza di Alzheimer. Le demenze sono caratterizzate da un nucleo di disturbi secondari al deficit di memoria e delle altre funzioni intellettive al quale si affiancano invariabilmente e con modalità diverse un'ampia gamma di sintomi definiti con il termine disturbi comportamentali o sintomi psichiatrici. I sintomi comportamentali costituiscono un problema clinico di non sempre semplice gestione, nonché una pesante fonte di stress e sovraccarico assistenziale per i familiari. La presenza di disturbi comportamentali, inoltre, contribuisce a peggiorare ulteriormente il livello di autonomia nelle attività quotidiane già compromesso a causa dei deficit cognitivi. Nella demenza di Alzheimer l'agitazione è presente nel 24-61%, l'aggressività nel 21%, il vagabondaggio (vagare senza scopo) nel 26%, i deliri nel 30-50%, i disturbi del sonno (insonnia o inversione del giorno con la notte) nel 50% , la depressione nel 40-50% dei casi. Altri sintomi non cognitivi comprendono le modificazioni della personalità, l'alterazione dell'alimentazione (fame eccessiva oppure inappetenza), le allucinazioni, il peggioramento dello stato confusionale nel corso del tardo pomeriggio, nonché le reazioni esagerate o catastrofiche. Altri sintomi, ancora, consistono nella sospettosità, nell'apatia fino al mutismo, nella ripetitività, nell'uso di linguaggio osceno o scurrile, nel rifiutare l'assistenza, nel nascondere le cose, nel trascorrere la giornata in modo affaccendato manipolando oggetti o parti dei propri vestiti (affaccendamento). I deliri sono particolarmente frequenti anche all'esordio e nel primo anno di malattia. Nella grande maggioranza dei casi il sintomo è costituito da deliri di latrocinio, gelosia e di persecuzione. Nell'ambito dei sintomi psichiatrici particolare importanza rivestono le reazioni catastrofiche per l'impatto che hanno sui familiari; si manifestano talvolta in seguito ad eventi stressanti anche modesti e possono avere durata variabile. Contrariamente a quanto avviene per il disturbo di memoria, i sintomi comportamentali sono spesso suscettibili di correzione tramite l'impiego di farmaci. Disponiamo infatti di un ampio bagaglio terapeutico per l'insonnia e per i deliri. Tuttavia, alcuni sintomi quali per esempio il gridare, il vagabondare, il mutismo o l'anoressia, sono poco sensibili ai farmaci; talvolta si attenuano o scompaiono se accanto al malato c'è la presenza costante di una persona. Un sintomo frequente nelle demenze è il vagabondaggio, il deambulare continuamente senza uno scopo. Anche in questo caso i farmaci non sono efficaci; al contrario possono, provocando sedazione, favorire alcune complicanze: cadute, stitichezza, inappetenza, secchezza della bocca. Nelle pagine seguenti verranno trattati i problemi
comportamentali che più frequentemente costellano l'evoluzione della
malattia.
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