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Le demenze
Una guida per i famigliari

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LA FAMIGLIA, L'AMBIENTE ED I SERVIZI

GLI INTERVENTI RIABILITATIVI
 

Durante l’intero decorso della malattia, al fine di limitarne le conseguenze e di rallentarne l’evoluzione, è possibile ricorrere agli interventi riabilitativi.

Gli interventi riabilitativi si definiscono come strategie finalizzate a ridurre l’impatto della malattia sul livello di autosufficienza; consistono in un il complesso di approcci alla persona ammalata che permettono di mantenere il più elevato livello di autonomia compatibile con una determinata condizione clinica.

Le manifestazioni cliniche delle demenze che possono essere oggetto di specifici interventi riabilitativi sono molteplici e riguardano i deficit cognitivi (memoria, linguaggio), i deficit sensoriali (vista e udito), i sintomi depressivi, le alterazioni del ciclo sonno-veglia (insonnia), le turbe dell'alimentazione, i deficit motori e la disabilità nelle attività della vita quotidiana. Fra questi ambiti, tuttavia, solo i deficit cognitivi, in particolare la compromissione della memoria nella malattia di Alzheimer, hanno ricevuto una relativa maggior attenzione da parte dei ricercatori. L'obiettivo consiste non tanto nel ripristinare una funzione lesa, bensì nel rallentare la progressione dei deficit cognitivi e funzionali. Le principali strategie e metodiche impiegate nel paziente demente sono illustrate nelle tabelle 5 e 6.
 
 

Tabella 5

STRATEGIE PER LA RIABILITAZIONE DELLA MEMORIA

1) Adattamento delle condizioni ambientali (vedi capitolo sull’ambiente)

2) Orientamento nella realtà

3) Ausili esterni

4) Ausili o strategie interne (mnemotecniche)

5) Stimolazione della memoria procedurale
 
 

Tabella 6

PRINCIPALI METODICHE DI RIABILITAZIONE COGNITIVA

Approccio "globale"

Terapia di Orientamento alla Realtà (ROT) 3R Therapy (ROT, Riattivazione, Reminescenza)

Terapia di Reminiscenza

Terapia di Validazione

Approccio selettivo alle funzioni mnesiche

Stimolazione della memoria procedurale

Mnemotecniche

Metodo dei loci

Associazione nome-faccia

Pegwords (parole appiglio)
 
 

La maggioranza degli studi concordano nell' affermare che la possibilità di ottenere risultati significativi nella riabilitazione del paziente affetto da Alzheimer è strettamente condizionata dalla stimolazione di funzioni che sono relativamente risparmiate, almeno nelle fasi iniziali ed intermedia della malattia. La ricerca, inoltre, suggerisce che sebbene la possibilità di ottenere dei miglioramenti delle performance mnesiche sia ridotta nella malattia di Alzheimer, essa non è completamente compromessa. Accanto agli interventi di "riattivazione globale", che conservano tuttora un ruolo terapeutico, è possibile adottare interventi più mirati alla conservazione delle prestazioni cognitive. La riabilitazione della memoria può comprendere stimoli verbali e non verbali e, in modo multisensoriale, stimoli inerenti la memoria visiva, uditiva, olfattiva, tattile e gustativa. I programmi di stimolazione cognitiva riguardano abitualmente la capacità di giudizio e di astrazione, il linguaggio, la pianificazione di programmi finalizzati a specifici obiettivi.

Le tecniche riabilitative per le quali è stata dimostrata l’efficacia nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer sono la terapia di riorientamento nella realtà (ROT), le terapie basate sulla stimolazione della memoria automatica (procedurale) e l’impiego di ausili mnesici esterni.

La ROT (Reality Orientation Therapy – terapia di orientamento alla realtà) si prefigge di riorientare il paziente confuso rispetto all’ambiente, al tempo ed alla propria storia personale. La ROT si è dimostrata efficace in pazienti affetti da compromissione cognitiva lieve nel rallentare l’evoluzione della malattia di Alzheimer; i limiti maggiori di questa tecnica consistono nella rapida caduta dell’efficacia al termine dell’intervento stesso e nella assenza di ricadute sul piano funzionale, ossia sul livello di autosufficienza.

Esistono due principali modalità di ROT: formale e informale. La ROT informale prevede un processo di stimolazione continua che implica la partecipazione di operatori sanitari e familiari, i quali, durante i loro contatti col paziente, nel corso della giornata, forniscono ripetutamente informazioni al paziente. E’ fondamentale che nel co0rso della giornata vengano ricordate al malato alcune informazioni importanti circa l’orientamento temporale e spaziale. Fin dal risveglio, da parte dei familiari, è utile comunicare al proprio caro informazioni apparentemente banali: il giorno, la stagione, il nome degli altri familiari. La continua ripetizione delle informazioni aiuta il malato a conservarle maggiormente nel tempo.

Come intervento complementare alla ROT informale, è stato sviluppata una ROT formale che consiste in sedute giornaliere condotte con gruppi di 4-6 persone, omogenee per grado di deterioramento, durante le quali un operatore impiega una metodologia di stimolazione standardizzata.

Gli interventi finalizzati a migliorare la memoria procedurale (quella che presiede alle normali attività quotidiane; è una memoria di tipo automatico) si sono dimostrati utili nel migliorare i tempi di esecuzione di alcune attività della vita quotidiana e potrebbero avere favorevoli ripercussioni sulla qualità di vita del paziente e dei familiari.

Anche l’impiego di ausili mnesici esterni (diari, segnaposto, suonerie) si è dimostrato efficace, nei pazienti affetti da malattia di Alzheimer lieve, nel migliorare la memoria per fatti personali, per appuntamenti e nel favorire il livello di interazione sociale del paziente.

Altre tecniche di intervento sono costituite dalla "Validation Therapy (terapia di validazione)", e dalle terapie di reminiscenza e di rimotivazione.

La Validation therapy si basa su un rapporto empatico con il paziente; la comunicazione con il paziente prevede che vengano accettati la realtà nella quale il paziente vive ed i suoi sentimenti anche se questi sono collocati lontano nel tempo. Si applica al paziente con decadimento moderato o severo le cui scarse risorse cognitive residue renderebbero vani i tentativi di riportare il paziente "qui ed ora". Nell'ambito degli interventi psicoterapici uno spazio a se' occupa la terapia di Reminiscenza (rassegna di vita, rievocazione di momenti significativi) che si fonda sulla naturale tendenza da parte dell’anziano a rievocare il proprio passato; il ricordo e la nostalgia possono essere fonte di soddisfazione ed idealizzazione. L' obiettivo di questo approccio consiste nel favorire questo processo spontaneo e renderlo più consapevole e deliberato; nel paziente demente viene impiegata per il recupero di esperienze piacevoli della propria vita anche tramite l’ausilio di oggetti o fotografie. Un'altra tecnica riabilitativa e' la Rimotivazione il cui scopo consiste nella rivitalizzazione degli interessi per gli stimoli esterni, nello stimolare gli anziani a relazionarsi con gli altri ed a affrontare e discutere argomenti contingenti.


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