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Le demenze
Una guida per i famigliari

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LA FAMIGLIA, L'AMBIENTE ED I SERVIZI

I FARMACI
 

Nella malattia di Alzheimer i farmaci si utilizzano con due scopi principali: cercare di curare i disturbi delle funzioni cognitive (qiali. ad esmepio, la memoria, il ragionamento, il linguaggio) oppure controllare le modificazioni del comportamento (in particolare l’agitazione e l’irritabilità, l’irrequietezza, l’aggressività, l’insonni, la depressione). In ogni caso si tratta di farmaci "sintomatici", che non sono, cioè, in grado di agire sul processo patologico che determina la malattia. In realtà, sono in corso varie ricerche per sviluppare farmaci che siano in grado almeno di bloccare la progressione della malattia e si spera che, nei prossimi anni, si potranno avere a disposizione sostanze nuove ed efficaci.

Negli anni passati numerosi farmaci erano stati usati per curare la demenza, senza però una efficacia significativa. Da alcuni anni sono disponibili (dapprima negli USA ed ora anche in Italia) sostanze di una classe particolare, denominate "inibitori della acetilcolinesterasi". Si tratta di farmaci in grado di bloccare la degradazione di un neurotrasmettirore (l’acetilcolina) la cui carenza sembra essere particolarmente importante nel determinare i disturbi tipici della malattia di Alzheimer. Il primo tra questi farmaci è stata la tacrina (commercializzata a partire dal 1996 negli Stati Uniti ed in vari altri paesi, ma non in Italia). Purtroppo si trattava di un farmaco con numerosi effetti collaterali (soprattutto sul fegato) e quindi la sua utilitù è stata limitata. Successivamente sono state trovate altre sostanze con efficacia simile, ma con minori effetti collaterali e quindi più maneggevoli. Di questi farmaci ad oggi in Italia è disponibile solo il donepezil, anche se entro breve tempo saranno probabilmente registrati anche la rivastigmina e il metrifonato. Purtroppo questi farmaci hanno una efficacia clinicamente evidente solo nel 30-40% dei pazienti e solo nelle forme di demenza di gravità lieve-moderata. Nei pazienti che rispondono alla terapia si possono osservare dei miglioramenti temporanei ed un rallentamento nella evoluzione della demenza con un "risparmio" di circa 8-12 mesi sulla progressione naturale della malattia. Il loro uso non è comunque senza rischi e, pertanto, è necessario che un medico specialista segua il paziente durante il periodo della terapia.

Un problema frequentemente presente è il trattamento di sintomi quali insonnia, agitazione, irritabilità, affaccendamento, ansia, depressione, psicosi. In questi casi, accanto alle misure di tipo ambientale, può essere necessario utilizzare farmaci per limitare questi sintomi che sono fortemente disturbanti per i familiari e pericolosi per il paziente stesso. Antidepressivi, ansiolitici, neurolettici, ipnoinducenti sono variamente impiegati con questo scopo. Va ricordato che l’uso di questi farmaci richiede una stretta osservazione da parte del medico perché sono frequenti gli effetti collaterali, soprattutto alle dosi più elevate e per i trattamenti più prolungati. E’ perciò molto importante che i familiari mettano in atto tutte quelle strategie utili a ridurre la durata e le dosi di questi farmaci (si veda la tabella 7 per alcuni consigli pratici).
 
 

Tabella 7

Strategie ambientali per ridurre i disturbi comportamentali nei soggetti dementi.

Psicosi

Ignorare le false accuse

Correggere eventuali difetti sensoriali

Mantenere una regolare attività fisica e programmi di socializzazione.

Distrarre il paziente dall’idea dominante spostando la sua attenzione su altri oggetti, attività o luoghi.

Mantenere l’ambiente stabile, posizionando gli oggetti in posti abituali

Creare un ambiente tranquillo, rassicurante

Confortare e riassicurare il paziente con il tono della voce e con il contatto fisico.

Agitazione

Evitare gli eventi che precipitano il comportamento

Rimuovere gli stimoli precipitanti

Distrarre il paziente

Fornire supporti di tipo affettivo ed emotivo

Creare un ambiente tranquillo, rassicurante

Depressione

Utilizzare rinforzi positivi per aumentare l’autostima

Psicoterapia

Evitare situazioni stressanti

Assicurare un ambiente tranquillo

Stimolare attività fisica, hobbies ed occupazioni

Insonnia

Assicurare un ambiente tranquillo

Evitare i riposi diurni

Stimolare attività fisica, hobbies ed occupazioni

Evitare l’assunzione serale di composti stimolanti (caffè, the, tabacco)


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