NUOVO CENTRO DI ASCOLTO ALZHEIMER, INAUGURATO PRESSO LA NUOVA SEDE FIORENTINA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA MALATTIA DI ALZHEIMER 

Sabato 18 marzo alle ore 10 presso l’auditorium della Banca Toscana in Via Panciatichi 85 è  stato inaugurato il nuovo centro di ascolto “Alzheimer”. Il servizio fornisce accoglienza e consulenza specialistica, su tutte le problematiche relative alla malattia, a operatori del settore medico e a familiari.  Alla iniziativa hanno partecipato l’assessore alle politiche socio-sanitarie del Comune di Firenze Giacomo Billi, Michele Coppola del dipartimento del diritto alla salute e delle politiche di solidarietà della Regione Toscana, Manlio Matera presidente dell’Associazione italiana Malattia di Alzheimer di Firenze e Claudio Montanari in rappresentanza del TAI tecnologie e applicazioni informatiche.

Al termine dell’iniziativa è stat ufficialmente inaugurata la nuova sede AIMA di Firenze intitolata a Luigi Amaducci in Via Pancaldo 29. La dottoressa Laura Bracco del Centro per lo studio e la diagnosi della malattia di Alzheimer dell’azienda ospedaliera di Careggi ha tracciato un breve ricordo di Amaducci “uomo, medico, scienziato”.


 

Centro di Ascolto per familiari di malati di Alzheimer

L'Alzheimer malattia sociale

     Per gravità e diffusione, la demenza può essere considerata una vera e propria malattia sociale:i dati forniti da ricerche epidemiologiche indicano che nel nostro Paese circa il 3% della popolazione ultrasessantacinquenne è affetta da malattia di Alzheimer e circa il 6% da una forma di demenza.

     La malattia determina nella persona colpita gravi forme di deficit cognitivo, richiedendo, a pochi anni dalle prime manifestazioni, assistenza sull'intero arco delle 24 ore. Il decorso della malattia può arrivare a 8 - 12 anni, attraversando varie fasi.

     Nella prima fase, è richiesto un approfondimento diagnostico, necessario ad individuare eventuali forme di demenza secondarie, che potrebbero essere trattabili, o valutare il peso relativo della  componente degenerativa e di quella vascolare. In questa fase, la famiglia richiede essenzialmente informazioni sulla malattia ed un sostegno di tipo sociale, che può essere fornito da un operatore formale o informale, che garantisca la sicurezza del malato nello svolgimento delle attività della vita quotidiana.

     Nella seconda fase, si presentano spesso gravi disturbi del comportamento, come agitazione, aggressività, alterazione del ritmo sonno - veglia, che richiedono un trattamento farmacologico sintomatico da parte di un medico specialista, che segua il caso con continuità, definendo la tipologia e il dosaggio dei farmaci. L'assistenza al malato diventa molto difficile, insostenibile per la famiglia, la quale richiede  consulenza per il trattamento non farmacologico del malato e la collaborazione di operatori specializzati nella cura della persona.

     Nella terza fase, nella quale il malato è insensibile a stimoli esterni ed interni, è necessaria una assistenza di tipo infermieristico, che ne garantisca la sopravvivenza.

     Durante tutto il decorso della malattia, specifiche terapie riabilitative fisiche o cognitive possono prolungare il mantenimento delle facoltà residue del malato.

I bisogni delle famiglie

     Gli elevati costi sociali e sanitari della malattia richiedono una programmazione degli interventi assistenziali volta a ridurre l'esigenza di ricovero in strutture ospedaliere o residenziali. A questo fine è necessario offrire sostegno alla famiglia affinchè possa farsi carico, almeno in parte, dell'assistenza del malato, ritardando l'acutizzazione del bisogno assistenziale.

     L'informazione e gli aiuti offerti ai familiari dei malati dagli operatori delle istituzioni pubbliche (distretti socio - sanitari delle ASL, sportelli dei Comuni, Uffici di Invalidità, ecc.) o dai medici di famiglia sono spesso insufficienti, causando inutili perdite di tempo e a volte addirittura ritardi nell'acquisizione dei benefici previsti dalla legge.

     Da una attenta analisi della tipologia di bisogni delle famiglie e delle risposte che essi richiedono emerge, non solo un bisogno di informazioni specifiche sulla malattia o sulle problematiche assistenziali o altro, ma soprattutto un forte bisogno di comunicare con chi sia in grado di comprendere la drammaticità delle condizioni di vita quotidiana. L'attenzione a questa esigenza di relazione delle famiglie ha l'effetto di far emergere i bisogni reali e indirizzare le risorse della famiglia ad un miglioramento della qualità della vita del nucleo familiare, compreso il malato. Molto spesso infatti, la disinformazione o il coinvolgimento affettivo del familiare aggiunge ai già gravi problemi creati dalla malattia, altri problemi che rendono insostenibile la vita familiare. Una funzione molto importante che viene svolta in queste occasioni è anche quella di educare le famiglie ad un uso proprio dei servizi.

L'esperienza dell'A.I.M.A.

     L'A.I.M.A. svolge attività di solidarietà sociale nel campo dell'assistenza socio - sanitaria a favore di soggetti affetti da malattia di Alzheimer e patologie affini.

     Tra gli scopi statutari, l'A.I.M.A. si propone di assistere i malati ed i loro familiari nei rapporti con i presidi sanitari e gli enti pubblici, la divulgazione della conoscenza della mallattia di Alzheimer nella sua rilevanza sociale e delle sue problematiche.

     Il numero di famiglie che si è rivolto all'Associazione, chiedendo consulenza medica specialistica, o consulenza legale e previdenziale, è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, sia per la diffusione della conoscenza dell'attività dell'Associazione stessa, sia per un crescente superamento della chiusura delle famiglie nei confronti di questi problemi.

 

Il Progetto del Centro di Ascolto

Il carattere sperimentale del progetto

     l'A.I.M.A. si propone di strutturare alcune delle funzioni che già svolge a sostegno dei familiari dei malati con la realizzazione di un Centro di Ascolto, in modo che esso diventi non solo un punto di riferimento per i familiari stessi, ma anche un nodo di raccordo con la rete dei servizi.          

     Il progetto del Centro di Ascolto verrebbe avviato come progetto sperimentale, prevedendo valutazioni relative ai seguenti aspetti:

·      modalità di operazione;

·      costi;

·      frequenza e provenienza degli utenti;

·      tipologia delle richieste;

·      soddisfazione degli utenti.

 

Funzioni

     Il Centro di Ascolto svolge una funzione gratuita di sostegno alle famiglie con le seguenti modalità:

·      offre ai familiari la possibilità di parlare dei problemi vissuti quotidianamente, superando l'isolamento che si è venuto a creare negli anni a causa della malattia;

·      fornisce materiale informativo sulla malattia, sull'assistenza e sui servizi;

·      aiuta i familiari a individuare i problemi reali e possibili soluzioni, indirizzando a specifiche competenze;

·      offre consulenza medica specialistica, per informazioni sulla malattia, sulla diagnosi, sulle terapie, sui disturbi del comportamento;

·      offre informazioni sulle modalità di accesso ai servizi;

·      offre consulenza su problematiche previdenziali e legali;

·      offre consulenza psicologica;

·      svolge una funzione di monitoraggio dei bisogni e delle problematiche delle famiglie;

·      non svolge alcun servizio ambulatoriale per i malati;

·      non offre servizi di assistenza a domicilio.

 

Modalità di operazione

     Il Centro opera con un servizio di accoglienza telefonica attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 16.

     L'operatore registra la richiesta, individua il problema e, se necessario, propone un incontro in sede con il consulente di riferimento.

     La consulenza si svolge nel Centro, su appuntamento, nella fascia oraria che va dalle ore 16 alle ore 19.

     I consulenti registrano le problematiche presentate e le indicazioni fornite, contribuendo al monitoraggio dei bisogni.

     L'attività del Centro viene portata a conoscenza, con la diffusione di materiale informativo, di medici di famiglia, medici specialisti, operatori dei servizi socio - sanitari, strutture residenziali, centri diurni, associazioni, e altri soggetti che possono indirizzare ad esso, in caso di necessità, i familiari dei malati.

Competenze necessarie

     Due operatori per il servizio di accoglienza

     Un consulente medico, specialista in neurologia

     Un consulente medico, specialista in geriatria

     Un consulente legale

     Uno consulente psicologo esperto in terapia familiare

     Un assistente sociale

 

Localizzazione

     Il Centro di Ascolto è localizzato presso la sede dell'A.I.M.A., dove si svolge sia la funzione di accoglienza, sia quella di consulenza.

Ambito territoriale di attività

     Affinchè l'attività del Centro di Ascolto possa essere svolta in modo efficiente e non solo attraverso contatti telefonici, l'ambito territoriale d'intervento dovrà essere limitato ai Comuni afferenti all'Azienda Sanitaria Locale 10 di Firenze.

  


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