Logo Lista ITALZ-L 
 
 

 

 

Seconda Conferezza Nazionale dell'AIMA
13 - 15 marzo 1998
Roma
Abstract degli interventi
Traccia della discussione
 
 

Professor CARBONIN
 

  1. Come vedi inserito il malato di Alzheimer quale fruitore della rete dei servizi di assistenza agli anziani? Quali sono i nodi essenziali?
  2. Tu che sei stato il promotore del progetto Obiettivo Anziani, come pensi si possa agire oggi presso le istituzioni perché si facciano carico del problema?
 

Professor GOLINI
 
 

  1. Tu sei un famoso demografo, esperto nell'invecchiamento della popolazione: la stima della demenza è tra il 5 e l'8% degli ultrasessantacinquenni; si può ipotizzare un'indagine che in un territorio specifico ci dia dati consistenti per stabilire la prevalenza della malattia? Attraverso quali canali?
  2. Tu che sei maestro nelle correlazioni, quali sono quelle che interessano di più dati di demenza e invecchiamento?
 

Professor FRANCESCHI
 
 

  1. L'età è il primo dei fattori di rischio per la demenza. Tu che hai studiato i centenari, ci puoi dire qual è l'andamento della demenza nei grandi vecchi?
  2. Uno dei tuoi cavalli di battaglia è lo studio del ruolo biologico dello stress, può essere lo stress fattore di rischio nell'insorgenza di questa patologia?
 

Professor CALTAGIRONE
 
 

  1. Tu sei uno studioso della memoria: sappiamo che esistono molti strumenti di valutazione di questa funzione, che nella maggior parte dei casi è la prima ad essere danneggiata dalla malattia; danno mnesico, che però può essere espressione anche di altre condizioni patologiche; ci puoi dire quali sono i tests più sensibili per cogliere le prime alterazioni e qual è il percorso diagnostico da seguire per arrivare a una diagnosi di accuratezza?
  2. Noi sentiamo la paura dei familiari che spesso diventa angoscia. Cosa si può dire del peso genetico di questa malattia?
 

Professor BALOYANNIS
 
 

  1. Nella sua esperienza, che accordo c'è tra quadro istomorfologico e diagnosi clinica?
  2. Lei che è uno studioso dei rapporti tra substrato anatomico, stimoli e funzioni, cosa pensa dell'efficacia di alcuni approcci di carattere riabilitativo a livello neurosensoriale?
 

Professor SCAPICCHIO
 
 

  1. Oltre al problema della diagnosi differenziale tra depressione e demenza, c'è quello della frequente insorgenza di sintomi depressivi all'esordio della malattia, quando il paziente prende consapevolezza del proprio deficit. È utile identificare tale condizione, e cosa avviene negli stadi successivi?
  2. Se il malato viene istituzionalizzato, come influisce la restrizione dell'ambiente sul decorso della malattia?
 

Professor TRABUCCHI
 
 

  1. A te una domanda molto diretta: tutti chiedono incessantemente se c'è qualcosa di nuovo nella terapia farmacologica: qual è la reale efficacia dei nuovi farmaci, e cosa dobbiamo aspettare dalla ricerca?
  2. Si parla tanto di medicina dell'evidenza: quali sono le tue riflessioni riguardo a questa malattia?
 

Dottor MILANI
 

  1. Qual è il ruolo del medico di famiglia all'esordio della malattia? Quali strumenti ha a disposizione per porre il sospetto di demenza?
  2. Come esplica la sua funzione accanto alla famiglia, in un'assistenza tanto particolare, quanto penosa?
 

Dottoressa SPADIN
 
 

  1. Davanti al sapere medico, il familiare riesce a mettere d'accordo l'informazione con il proprio vissuto affettivo, oppure c'è uno hiatus tra il linguaggio del medico e quello del familiare?
  2. Domani inizia la seconda conferenza nazionale dell'Associazione: c'è senza dubbio un aumento del suo peso in campo nazionale; pensi che ci sarà una ricaduta nella promozione di un'assistenza specifica ai nostri malati?

Dottoressa TOGNETTI
 
 

  1. Così come il linguaggio tecnico viene spesso subito come estraneo dal caregiver, quali sono le difficoltà di comunicazione tra familiare e malato?
  2. Quali strategie si possono adottare per facilitare le relazioni?
 

Terapista della riabilitazione Romano CINQUE
 
 

  1. Lei per la sua professionalità tratta il corpo del malato: è un contatto che si esaurisce così, oppure può diventare una via di comunicazione nel rapporto con questi malati?
  2. Quali strategie usa nel suo lavoro?
 

Infermiera professionale DAI FRANCESCA CIMA
 
 

  1. Cosa significa "LA PRESA IN CARICO" NEI RIGUARDI DI QUESTI MALATI?
  2. Conosciamo le difficoltà del familiare davanti al malato. E le difficoltà dell'operatore, in particolare l'infermiere, in questa difficile relazione? È facile il burn out? È necessaria secondo Lei una formazione specifica?
 

Professor MOULIAS
 
 

  1. Lei è il geriatra che ha coordinato il Gruppo Europeo dei Centri Esperti per l'Alzheimer: dopo aver ascoltato la voce di tutte le professionalità, che intervengono nei riguardi di questa malattia, può dirci quali sono i criteri emersi dal Gruppo, che rendono efficaci l'azione dei Centri?
  2. Qual è l'apporto della Comunità Europea per una azione di sensibilizzazione dei diversi governi, perché si facciano carico dei problemi di questi malati e delle loro famiglie? Ci sono prospettive di una azione congiunta di politica sociosanitaria, che possa dare ai differenti paesi gli obiettivi nei riguardi di questa malattia?
 


mappa_rientri_15k
Associazioni / Archivio / Collaborazioni /Eventi /Liste / Stampa / Home


[edited by AIMA FI]. Copyright © 1998 by [AIMA]. Last Update 26 / 03 / 1998