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Professor CARBONIN
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Come vedi inserito il malato di Alzheimer quale fruitore della rete dei
servizi di assistenza agli anziani? Quali sono i nodi essenziali?
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Tu che sei stato il promotore del progetto Obiettivo Anziani, come pensi
si possa agire oggi presso le istituzioni perché si facciano carico
del problema?
Professor GOLINI
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Tu sei un famoso demografo, esperto nell'invecchiamento della popolazione:
la stima della demenza è tra il 5 e l'8% degli ultrasessantacinquenni;
si può ipotizzare un'indagine che in un territorio specifico ci
dia dati consistenti per stabilire la prevalenza della malattia? Attraverso
quali canali?
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Tu che sei maestro nelle correlazioni, quali sono quelle che interessano
di più dati di demenza e invecchiamento?
Professor FRANCESCHI
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L'età è il primo dei fattori di rischio per la demenza. Tu
che hai studiato i centenari, ci puoi dire qual è l'andamento della
demenza nei grandi vecchi?
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Uno dei tuoi cavalli di battaglia è lo studio del ruolo biologico
dello stress, può essere lo stress fattore di rischio nell'insorgenza
di questa patologia?
Professor CALTAGIRONE
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Tu sei uno studioso della memoria: sappiamo che esistono molti strumenti
di valutazione di questa funzione, che nella maggior parte dei casi è
la prima ad essere danneggiata dalla malattia; danno mnesico, che però
può essere espressione anche di altre condizioni patologiche; ci
puoi dire quali sono i tests più sensibili per cogliere le prime
alterazioni e qual è il percorso diagnostico da seguire per arrivare
a una diagnosi di accuratezza?
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Noi sentiamo la paura dei familiari che spesso diventa angoscia. Cosa si
può dire del peso genetico di questa malattia?
Professor BALOYANNIS
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Nella sua esperienza, che accordo c'è tra quadro istomorfologico
e diagnosi clinica?
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Lei che è uno studioso dei rapporti tra substrato anatomico, stimoli
e funzioni, cosa pensa dell'efficacia di alcuni approcci di carattere riabilitativo
a livello neurosensoriale?
Professor SCAPICCHIO
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Oltre al problema della diagnosi differenziale tra depressione e demenza,
c'è quello della frequente insorgenza di sintomi depressivi all'esordio
della malattia, quando il paziente prende consapevolezza del proprio deficit.
È utile identificare tale condizione, e cosa avviene negli stadi
successivi?
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Se il malato viene istituzionalizzato, come influisce la restrizione dell'ambiente
sul decorso della malattia?
Professor TRABUCCHI
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A te una domanda molto diretta: tutti chiedono incessantemente se c'è
qualcosa di nuovo nella terapia farmacologica: qual è la reale efficacia
dei nuovi farmaci, e cosa dobbiamo aspettare dalla ricerca?
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Si parla tanto di medicina dell'evidenza: quali sono le tue riflessioni
riguardo a questa malattia?
Dottor MILANI
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Qual è il ruolo del medico di famiglia all'esordio della malattia?
Quali strumenti ha a disposizione per porre il sospetto di demenza?
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Come esplica la sua funzione accanto alla famiglia, in un'assistenza tanto
particolare, quanto penosa?
Dottoressa SPADIN
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Davanti al sapere medico, il familiare riesce a mettere d'accordo l'informazione
con il proprio vissuto affettivo, oppure c'è uno hiatus tra il linguaggio
del medico e quello del familiare?
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Domani inizia la seconda conferenza nazionale dell'Associazione: c'è
senza dubbio un aumento del suo peso in campo nazionale; pensi che ci sarà
una ricaduta nella promozione di un'assistenza specifica ai nostri malati?
Dottoressa TOGNETTI
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Così come il linguaggio tecnico viene spesso subito come estraneo
dal caregiver, quali sono le difficoltà di comunicazione tra familiare
e malato?
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Quali strategie si possono adottare per facilitare le relazioni?
Terapista della riabilitazione Romano CINQUE
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Lei per la sua professionalità tratta il corpo del malato: è
un contatto che si esaurisce così, oppure può diventare una
via di comunicazione nel rapporto con questi malati?
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Quali strategie usa nel suo lavoro?
Infermiera professionale DAI FRANCESCA CIMA
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Cosa significa "LA PRESA IN CARICO" NEI RIGUARDI DI QUESTI MALATI?
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Conosciamo le difficoltà del familiare davanti al malato. E le difficoltà
dell'operatore, in particolare l'infermiere, in questa difficile relazione?
È facile il burn out? È necessaria secondo Lei una formazione
specifica?
Professor MOULIAS
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Lei è il geriatra che ha coordinato il Gruppo Europeo dei Centri
Esperti per l'Alzheimer: dopo aver ascoltato la voce di tutte le professionalità,
che intervengono nei riguardi di questa malattia, può dirci quali
sono i criteri emersi dal Gruppo, che rendono efficaci l'azione dei Centri?
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Qual è l'apporto della Comunità Europea per una azione di
sensibilizzazione dei diversi governi, perché si facciano carico
dei problemi di questi malati e delle loro famiglie? Ci sono prospettive
di una azione congiunta di politica sociosanitaria, che possa dare ai differenti
paesi gli obiettivi nei riguardi di questa malattia?
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Last Update 26 / 03 / 1998
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