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Seconda Conferezza Nazionale dell'AIMA
13 - 15 marzo 1998
Roma
Abstract degli interventi
Professor ROBERT MOULIAS
GERIATRA
 
 

1) In seguito al lavoro del gruppo europeo sui centri esperti, quali sono i criteri sui quali si può rendere efficace l'azione di questi centri?

La vostra domanda coglie l'obiettivo stesso di questo studio. Abbiamo potuto analizzare il funzionamento di 32 centri sparsi in 15 paesi dell'U.E. o associati a quest'ultimo (Norvegia e Svizzera). Siamo sorpresi dal consenso per i criteri e i metodi di diagnosi e dalle convergenze osservate, malgrado le differenze sociali e culturali, sulle risposte sociali economiche e organizzative da apportare. La formazione dei professionisti delle reti e la formazione delle famiglie che ha in carico la cura dei malati è di grande priorità; c'è qui una mancanza crudele - una lacuna. I vari criteri d'efficienza dei centri per la cura delle persone anziane colpite d'Alzheimer sono sembrati un po' differenti da quelli dei centri per adulti colpiti da Alzheimer. Questi criteri sono multipli; cinque tra i quali possono considerarsi essenziali: 

1) La competenza delle cure dei dementi è una priorità: essa implica una vera e propria pluridisciplinareità:

    - accesso ad altre specializzazioni mediche: non può essere soltanto il geriatra né il neurologo, né lo psichiatra;
    - presenza di una competenza in psicologia clinica e psicometria;
    - presenza di infermieri formati appositamente;
    - competenze del servizio sociale su questo problema.

2) La capacità di lavorare sulle reti.
 

    - Sia che il centro sia collegato su una rete (piccoli centri di settore: grossi consumatori di competenze, le quali sono rare).
    - Sia che il centro lavori referendo e utilizzando le reti locali come "staffette" della propria azione.

3) La capacità di formazione.

    - Il centro deve poter formare o partecipare nella loro formazione gli assistenti a domicilio: medico che cura, infermieri, aiuti, servizi sociali.
    - Il centro deve poter formare famiglie per le cure bisognose del malato stesso, con l'aiuto delle associazioni delle famiglie.

4) La comunicazione.

Il centro sarà efficace soltanto se è conosciuto e riconosciuto. Molteplici di questi centri sono utilizzati solo in parte, spesso quasi in modo clandestino. Dobbiamo diffondere, ognuno nel proprio paese, i risultati dell'indagine dei suddetti servizi di sanità, di fronte alle amministrazioni politiche e rispetto alle famiglie.

5) Disporre i mezzi necessari per la propria azione.

Posti di lavoro per medici e psicologi mancano spesso; quasi tutti i centri sono smantellati nel loro sviluppo, allorché inducono delle economie (meno spese in cure, meno istituzionalizzazione).
Qual è l'azione dell'Unione Europea per sensibilizzare i vari governi affinché prendano in carico i problemi dei malati di Alzheimer e quelli delle loro famiglie?

Quali sono le prospettive europee per un azione unita di politica sanitaria che possa dare ai differenti paesi degli obiettivi riguardanti sempre la malattia Alzheimer?
Non conosco i dettagli del funzionamento delle commissioni europee. Regolarmente ci sono delle azioni tematiche sul problema della malattia di Alzheimer, sia per le cure che per il ruolo delle famiglie e il sistema per aiutarle.

Il progetto sui centri esperti  ha goduto di un finanziamento europeo parziale.
Da quel momento c'è stato un programma sugli infermieri e la loro formazione nonché un programma sul ruolo delle famiglie e le conseguenze economiche.

Il problema è che molti progetti presentati alla commissione hanno piuttosto come obiettivo il fatto di aiutare il funzionamento d'organizzazioni non governamentali e non di fare una ricerca o uno studio scientifico.

Un altro limite è che il funzionamento europeo è sempre parziale, bisogna completare il finanziamento di un paese stesso sennò nulla si costruisce.

Un grande ostacolo viene dal fatto che le azioni sanitarie rilevano del sussidiario, dunque degli stati membri.

In più i problemi sociali della presa in cura, non sono sottomessi dal potere degli stati, ma dal potere regionale stesso, come in Francia paese nel passato molto centralizzato con dipartimenti e municipalità.
Abbiano 90 dipartimenti, dunque 90 politiche sociali di dipendenza differenti.

Nei paesi molto decentralizzati come la Germania, i centri esperti di una regione ignorano quello che succede nella regione accanto, figuriamoci in un paese straniero.
In Gran Bretagna per esempio, a secondo del capoluogo, il costo del trattamento della malattia di Alzheimer dipende dal capoluogo di residenza dove il malato risiede o quello del servizio in cura.

Ma esistono altre vie d'azione:

    - l'International Association of Gerontology, regione d'Europa, la quale organizza dei "task forces" su differenti temi, come la valutazione gerontologica (assessement Pr. Bernabei).
    - Le iniziative nazionali locali: le vostre e le nostre.
Credo che la forza dell'opinione pubblica è molto più forte che non gli stimoli europei stessi.
Dobbiamo prendere il modello del lobby sull'AIDS il quale ha saputo muovere i governi.
 


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