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La comunicazione umana avviene essenzialmente attraverso il linguaggio, funzione logica in grado di trasferire contenuti e nozioni. Ma esiste una comunicazione analogica che attraverso le espressioni del viso, la gestualità, gli atteggiamenti corporei, anche minimi rappresenta il livello emozionale dell'individuo. La comunicazione analogica non sa mentire, e viene letta inconsciamente da tutti. Saper leggere attraverso il corpo l'umore del paziente, ci permette di cogliere i momenti opportuni per intervenire. Lavorare con il corpo e sul corpo significa entrare in relazione sincera con il paziente, che può altrettanto recepire la nostra disponibilità, o il nostro disagio. I pazienti con malattia di Alzheimer hanno deficit cognitivi e di linguaggio, mentre il sistema osteo-fascio-muscolare è spesso integro. Diventa essenziale privilegiare la via corporea per costruire una relazione. Ma è soprattutto nella relazione con i pazienti più gravi ed allettati che dobbiamo tenere presente che il lavoro sull'individuo e che le esperienze tattili sono esperienze di comunicazione. Spesso il corpo è vissuto solo attraverso il dolore, le esperienze di piacere sono rare, ed il contatto fisico si riduce a MANIPOLAZIONI FRETTOLOSE E TALVOLTA SGRADEVOLI. Il corpo, allora, è un mezzo privilegiato, ed i momenti di contatto, come la fisioterapia possono diventare momenti di costruzione di una relazione e di positività. L'approccio corporeo per la costruzione di una relazione con la persona necessita di una regola principale: l'ascolto senza pregiudizio. Riconoscere, rispettare la persona per come si presenta, per la sua
storia, nei momenti di difficoltà o di agitazione, intervenendo
solo se necessario senza sostituirsi a lei esaltando le possibilità
ancora esistenti sono le premesse per una sana relazione.
T.d.R. Romano Cinque
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