IL GIARDINO PER ALZHEIMER: CONTENUTI DI UN PROGETTO

Pilato L., Bartorelli L.
(*)

Figlia del chiaro mare e della rupe...
dismaghi i bimbi, conchiglia di mare.
(Alceo)

L'onda dell'altro fortunale
avanza.
Sarà duro aggottare

se l'acqua invade il fondo
(Alceo)


La possibilità di andare incontro alle esigenze del malato d' Alzheimer tramite l'offerta di uno spazio-giardino può rivelarsi la scelta più efficace, dal punto di vista sia della dignità del paziente affetto da demenza, sia del suo effettivo contenimento da parte della terapia nella valorizzazione della capacità residua, in prevalenza sensoriale.

Il Giardino Alzheimer è uno spazio controllato, protetto, delimitato (quindi pur sempre interno); ma è soprattutto lo spazio che maggiormente può riuscire ad accogliere e soddisfare la emotività del paziente A..; in qualche modo è grembo, invaso, per una personalità il cui decremento cognitivo ha generato un deterioramento di connotati adulti: il progressivo svuotamento della memoria, la privazione del vissuto, rendono anzi questi connotati assai più simili a quelli dell'infanzia.


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Una prima riflessione porterebbe ad escludere forme squadrate dall'impianto del giardino in quanto estranee al paziente: invece di dare calma possono creare uno stato angoscioso.

Il Giardino A. viceversa può connaturarsi per offrire alla emotività del suo fruitore una emozione controllata, rarefatta senza essere spenta, e in modo tale che la sua forma non venga percepita come diversità ma come prolungamento: si pensi in questo caso alla condizione di infanzia come luogo di contenimento, rassicurazione, innocenza.

Questo criterio d'infanzia applicato al M.A. non è da intendere quale semplice regressione, nuda e avvilente, nè come bontà passiva, indifesa; piuttosto invece quale condizione di assenza (di bene e di male), atarassia (assenza di sofferenza), ovvero unione indifferenziata con l'ambiente o microcosmo che circonda.

Il riconoscimento di siffatta condizione, alla quale dare corso nei contenuti del Giardino, potrebbe contribuire ad attenuare le espressioni di degrado che caratterizzano il M.A. e ne deteriorano l'umanità.

Un progetto dello spazio adeguato alla tipologia del suo frequentatore avrà questa funzione ausiliatrice, e si qualificherà realizzando una sequenza armonica di stimoli percettivi: in linea generale, vale a dire senza cesure, elementi a sorpresa, barriere, improvvise modificazioni di paesaggio, contrasti di luce-ombra.

I percorsi saranno tendenzialmente sinuosi, rettilinei in tratti brevi, a condizioni omogenee di luminosità la più ampia possibile, con cura di evitare abbagliamenti e riflessi.

Va tenuta presente da un lato la propensione del M.A. a camminare incessantemente (wandering), dall'altro il suo disorientamento spaziale e temporale: la fruizione dovrà prevedere mete o punti da raggiungere ben visibili, senza eventuali diramazioni fra i percorsi che non riconducano al punto di partenza.

(*) da: GERIATRIA, Vol.VII n.6 - Nov./Dic.1996


Progetto "Pantarei" per un GIARDINO ALZHEIMER:

gli obiettivi di sperimentazione

L.Bartorelli, L.Pilato
(*)

Committente:
A.I.M.A. di Roma
Progetto "Pantarei":
Arch. L.Pilato, Arch. D.Firmani
Sede:
Centro Diurno Alzheimer in Villa Ramazzini, Roma
Ente proprietario:
C.R.I.
Enti partecipanti:
C.R.I.,Comune di Roma, Asl RM C, Asl RM D

La scelta di uno spazio-giardino da collegarsi ad un Centro Diurno Alzheimer può rivelarsi efficace dal punto di vista sia della dignità del paziente affetto da demenza, sia di una terapia di contenimento e di valorizzazione sensoriale.

La funzione di ricerca di questo progetto è orientata su due condizioni: la prima è che l'invaso naturale, delimitato e controllato, sia il più idoneo per accogliere e soddisfare l'emotività del paziente; la seconda è che la sua forma non venga percepita dal paziente come diversità ma come prolungamento.

Il progetto è stato chiamato "Pantarei" ovvero tutto scorre, perchè la filosofia di questo Giardino è in relazione particolare con la percezione del tempo in cui tutto scorre.

Il Giardino funziona come una specie di orologio: la Passeggiata si sviluppa in due semicerchi e viene scandita dalle siepi a raggiera, come un disco di orologio dalle ore. Il fruitore sperimenterà in questo percorso un continuum di percezioni, semplici, rarefatte, contenute, sperimentando in qualche modo attraverso di esse il tempo che scorre.


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L'idea è quella per cui il microcosmo del giardino, in quanto tessuto biologico e naturale, diventa vissuto, biologico ed esistenziale, per il suo fruitore. In questa linea progettuale lo spazio è stato interpretato e qualificato.

Fra i luoghi del giardino Pantarei: La Torre dell'Acqua, l'Aquarium e la Fontana; l'Orto, la Coffee-house, la Strada.

L'osservazione diretta da svilupparsi in questa prima fase di sperimentazione potrà fare crescere risposte avanzate.

(*) da: GERIATRIA, Vol. VIII n.3 - Mag/Giu 1997.


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