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     ISTITUTO GOLGI (Abbiategrasso)
    Dr.ssa Silvia Vitali, Dott. Marco Cairati
     
      
     

    Metodologia di lavoro 
     

    L’approccio alla cura del paziente demente nel nucleo si configura come approccio interpretativo alla malattia e al comportamento del paziente, ispirato al Gentlecare, sistema di cura che ha come obiettivo il supporto della persona affetta da demenza. Obiettivo prioritario del Gentlecare e del nostro intervento, è quello di promuovere il benessere del paziente, inteso come miglior livello funzionale possibile in assenza di segni di stress, e di ridurre al tempo stesso lo stress di chi del paziente si occupa. 

    L’intervento di supporto al paziente si avvale della integrazione nella attività di care di interventi riabilitativi che si articolano in momenti di rieducazione neuromotoria, di terapia occupazionale, e di stimolazione cognitiva secondo una modalità di volta in volta definita sul singolo paziente. 

      

    Le procedure utilizzate nel nucleo sono le seguenti: 

      

    1. Preaccettazione dei pazienti in ingresso attraverso:
    • segnalazioni da UVG e conseguenti contatti telefonici con il medico curante e le famiglie
    • valutazione consultoriale per i pazienti residenti nell’ambito 35
      
    1. Visita del nucleo da parte dei famigliari e consegna foglio informativo con illustrazione delle caratteristiche, della metodologia di lavoro e della organizzazione del reparto
    2.   

    3. Ammissione del paziente: accoglienza del paziente da parte dell’equipe del reparto: anamnesi e visita congiunta medico/terapista/infermiere professionale orientata a :
    • individuare i bisogni in termini clinici/funzionali/comportamentali del paziente
    • individuare i problemi principali per la famiglia
    • formulare un primo programma di intervento
    • compilazione scheda informatizzata per raccolta dati
      
    1. Riunione settimanale dell’equipe del nucleo:
    • partecipanti: medico/ terapista/infermiere professionale/ausiliario
    • obiettivi: presentazioni nuovi casi
    • rivalutazioni programmi individualizzati
    • programmazione interventi riabilitativi
    • discussione dimissioni
    • programmazione incontri formali con la famiglia per ritorno informazioni
      
    1. Dimissione:
    • dimissioni protette
    • definizione del destino
    • week-end o brevi periodi di prova al domicilio
    • valutazione domiciliare da parte del terapista
    • attività di counselling per famiglia e carers informali e per servizi
    • condivisione con Consultorio Geriatrico del follow up dei pazienti
    • compilazione ed archiviazione scheda dati informatizzata
    • compilazione lettera al curante/servizi territoriali
    Il nucleo è inoltre coinvolto in un progetto supportato dalla Comunità Europea relativo all’uso della tecnologia nella cura domiciliare dei pazienti dementi. 

    Per i pazienti inseriti in tale progetto, il cui acronimo è TED (Technology ethics and dementia) è prevista una rivalutazione periodica relativa al paziente e al suo ambiente, programmata ed attuata secondo il protocollo dello studio. 
     

     

    Dati relativi al periodo 01/01/96 - 01/01/97 
     

    Posti letto n° 20 

    Tipologia del campione: 

    Pazienti ammessi al nucleo: 64 (di sesso femminile). 

      
     
    Età media
    78.63
    ds 9.37
    età esordio sindrome demenziale
    74.5
    ds 10.1
    età diagnosi
    76.13
    ds 9.97
    età ricovero
    78.25
    ds 9.58
      
     
    Dimissione
    domicilio
    64.9%
    altra struttura
    34.3%
    deceduti
    1.8%
      
     
    Degenza media
    59.84 gg
      
     
    Diagnosi
    demenza degenerativa
    46.6%
    demenza mista
    22.4%
    demenza vascolare 
    31.0%
     
    Mittenza
    famiglia
    69.2% 
    servizi
    21.2%
    ospedale
    3.8%
    istituto
    3.8%
      
     
    Convivenza
    Solo
    35.6 %
    figli coniugati
    26.7 % 
    coniuge
    15.6 %
    figli non coniugati
    13.3 % 
    altri
    8.9 %
      
     
     
    Motivo prevalente alla base della richiesta di ricovero
    problemi psico-comportamentali
    83.9 %
    neurologico
    8.5%
    internistico
    4.2%
    sociale
    3.4%
      

    Confronto valutazione pazienti in ingresso ed in dimissione 
      
     
     
    Ingresso
    Uscita
    MMSE
    8.5
    ds 7.18
    8.4
    ds 8.12
    Indice di Barthel
    58.56
    ds 31.23
    61.34
    ds 31.12
    NPI (Neuropsychiatric inventory)
    40.51
    ds 17.60
    20.20
    ds 13.66
    p<.0000
    GDS (Global deterioration Scale )
    5.42
    ds 1.24
    5.49
    ds 1.06
    CIRSc 
    1.59
    ds 1.34
    1.79
    ds 1.27
    RSS (relatives stress scale)
    32.05
    ds 10.40
    20.27
    ds 10.03
    p<.0000
      
     

    Le modificazioni statisticamente significative emergenti dall’analisi dei dati, riguardano quindi i disturbi del comportamento e lo stress dei parenti. 

    Un trend positivo è evidenziabile per gli aspetti funzionali e per il consumo di psicofarmaci. 

    Per quanto riguarda i disturbi comportamentali, la frequenza dei disturbi all’ingresso valutati con NPI risultava essere: 
     
    agitazione 79.7% irritabilità 65.5% attività motoria 62.7% deliri 62.1%
    ansia 61% allucinazioni 47.5% apatia 43.6% disforia 37.9%
    disinibizione 27.9% euforia 20.3%    
      

    Le modificazioni ingresso-dimissione, statisticamente significative dei valori dei singoli disturbi calcolati come prodotto frequenza per gravità dell’NPI sono risultati relativi in ordine a agitazione, ansia, wandering, irritabilità, deliri, allucinazioni. 

    Gli items della Relatives Stress Scale che subiscono una modificazione in positivo sono i seguenti: 

    • la capacità di fronteggiare la situazione
    • la percezione di aver bisogno di una pausa
    • l’incapacità a individuare una via d’uscita
    • la modifica della vita sociale
    • la preoccupazione per gli incidenti
    • la depressione
    • l’irritabilità
    • i disturbi del sonno
    • il senso di frustrazione.
      

    La stadiazione della malattia, tramite Global Deterioration Scale di Reisberg, risulta associata in modo statisticamente significativo con i livelli funzionali valutati tramite Indice di Barthel. 

    I dati emersi, in relazione ai suoi disturbi psico-comportamentali, sia allo stress famigliare sono una risposta di efficacia soddisfacente da parte del Nucleo Alzheimer IDR. 

    Sono inoltre di particolare conforto quando si tenga conto che la cura del paziente demente, come ogni altra cura a lungo termine, si configura come frutto di una mediazione tra la risposta ai bisogni del paziente e la risposta ai bisogni di chi del paziente si occupa. 

       
     

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