
Purtroppo non è stato possibile fornire anche riferimenti precisi sulla disponibilità dei servizi: a fianco di una cultura avanzata nel concepire la cura del malato di Alzheimer, e a fianco anche di una legislazione che afferma correttamente il diritto alla cura e ne traccia, secondo i più moderni orientamenti, le sue linee applicative, abbiamo purtroppo, generalizzata, la mancata applicazione delle leggi e delle indicazioni; abbiamo un colpevole ritardo del rinnovamento della Sanità, che facilmente dimentica i più deboli per inseguire un disegno di produttività che non tiene certo conto dei costi altissimi pagati dalle famiglie.
I pochi segnali positivi, i rari faticosi tentativi di far nascere davvero la "via italiana" della cura al malato di Alzheimer, incontrano enormi ostacoli e mille difficoltà.
In questo panorama, il Vademecum Alzheimer non è molto, ma se servirà anche ad esprimere i bisogni dei malati e delle famiglie, ad affermarne con forza i diritti legali e umani, più che qualsiasi elenco di principi e di leggi, allora l'A.I.M.A. avrà fatto ancora un passo, raggiunto un altro obiettivo, e la nostra società sarà un poco migliore, un poco più civile.
Patrizia Spadin