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Lo sguardo e il sorriso |
EMAIL: enrighid@iol.it
DATA: 07/01/98
Categoria: Comunicazione con il malato
Caro Mazzinghi e collaboratori,
da poco sono iscritto alla lista e finora ho solamente inviato qualche risposta a singoli su alcuni problemi. Oggi invece voglio inviare un mio piccolo contributo che propongo per tutti gli utenti della lista. si tratta di una riflessione sul significato di alcune manifestazioni comportamentali del malato di Alzheimer, un breve articolo che abbiamo pubblicato sul notiziario della sezione di Reggio Emilia dell'A.I.M.A.
Spero che possa essere utile per qualcuno per capire meglio cio' che accade al loro congiunto colpito dalla malattia.
Tanti auguri a tutti per il nuovo anno.
LO SGUARDO E IL SORRISO
Messaggi misteriosi dal mondo Alzheimer.
Tra le tante manifestazioni della malattia, un particolare comportamento di questi pazienti mi ha sempre colpito: il loro sorriso, un sorriso disarmato e apparentemente vuoto, che compare in tante situazioni e che e' una specie di messaggio in codice, un messaggio che esprime richiesta di aiuto, fiducia, ricerca di protezione. A questo enigmatico sorriso spesso si accompagna lo sguardo, che esprime l'inesprimibile, l'assenza e la ricerca di cio' che manca, l'appoggio e la sostituzione. I familiari apprendono, dopo le prime fasi di smarrimento, a interpretare queste espressioni elementari e ripetitive del loro congiunto, infondendo in esse un significato profondo di espressione di sentimenti e di comunicazione che, in se stessi, lo sguardo e il sorriso non potrebbero avere. i familiari si trovano percio' nella veste di esploratori che debbono interpretare i segni residui di una lingua scomparsa: attraverso lo sguardo e il sorriso imparano a cogliere cio' che le parole non possono piu' dire, cio' che puo' perfino mancare al livello dell'intenzione comunicativa, poiche' si riducono i mezzi per comunicare, ma gradualmente anche il messaggio sottostante si semplifica e impoverisce. lo sguardo e il sorriso diventano via via piu' essenziali e misteriosi, procedendo con la malattia. E' un lavoro complicato, decodificare questi messaggi dal mondo segreto del paziente Alzheimer, un lavoro che con affetto e dedizione i familiari compiono quotidianamente, anche senza saperlo, e risolvono ricorrendo al patrimonio dei ricordi, al buon senso, all'affetto e al legame che c'e' con il loro congiunto. il successo di questa interpretazione dei frammenti di espressione di una persona che non e' piu' quella che conoscevamo, e che tuttavia continua in parte ad esserlo, dipende da tante cose: la qualita' del rapporto che c'era con lui in passato e' un fattore cruciale: per questo la malattia finisce anche con l'essere, dolorosamente, lo specchio rivelatore dei conflitti irrisolti con il paziente.
E. G.,
vice presidente sezione AIMA Reggio Emilia