Oggetto: Lo sguardo e il sorriso

mazzin@fi.cnr.it

21/01/98

Cari amici, rispondo anche se un po' in ritardo, all'invito di riflessione mandato a inizio del mese da Enrico.

Quella che segue e' una riflessione "estemporanea" che mi sono appuntato proprio nel periodo del mail di Enrico, non appena uscito da un pomeriggio passato con mia madre.

Premetto che mi sono personalmente impegnato, per investire e scommettere sul mantenimento di una FORMA DI COMUNICAZIONE con mia madre cercando di stimolarla nei modi piu' svariati: con carezze; facendole vedere foto vecchie anche se li' per li' non sembra reagire; raccontandole dei problemi di salute personali o dei nipotini (e' molto sensibile, a modo suo su questo punto, cambia proprio espressione e, cosa molto rara per lei, a volte commenta anche con mezze frasi sensate;provo a mettergli gli occhiali che usava quando stava bene (punto delicato questo in quanto non e' facile capire se la gradazione e' cosi' sbagliata da dargli solo fastidio oppure l'isolamento e' anche dovuto alla mancata correzione della vista), etc....

A volte, come il 5 gennaio scorso, provo anche a comunicare con lei facendogli dei PICCOLI DISPETTI (ci sono delle cose che anche prima non sopportava) e quindi "giocando" con lei (come diciamo noi in Toscana, mamma, fintanto non e' peggiorata per la malattia, era molto "zuzzerellona"): quel giorno, come altre volte (non tante in verita'...), la cosa ha provocato un sorriso convinto e prolungato (quasi una risata senza voce...).

La sera tornando a casa mi sono appuntato la seguente "riflessione":

La finestra del tuo sorriso

Come e' difficile
raggiungerti
ormai:
ogni volta che provo
ad arrivare a te
devo arrampicarmi
sulle mura
di questa fortezza inespugnabile
e sempre piu' ostica.

E raggiungendo
quella tua piccola finestra sul mondo
riesco,
attraverso le inferriate del male,
a sfiorare
le tue mani
sciogliendo,
a volte,
un sorriso
o uno sguardo complice
alla tua immagine.

Domani tornero'
per cercare
di portarti ancora
qualche sorso di vita
da questa anfora
dove ho raccolto
i calici del tuo affetto:

aspettami.

5 gennaio 1998

Un saluto a tutti

Paolo

mazzin@fi.cnr.it