news di agenzia su AD: Diagnosi e altro...

EMAIL: italz@italz.it
DATA: 18/03/98
Categoria: Diagnosi, News

MEDICINA: SPERIMENTATO NUOVO TEST PER DIAGNOSI ALZHEIMER

(AGI/AP) - Washington, 13 mar. - Un nuovo metodo per una
diagnosi precoce del morbo di Alzheimer, una malattia assai
difficile da individuare prima che si manifestino i suoi effetti
dirompenti sulle funzioni cerebrali, e' stato sperimentato con
successo dai ricercatori del Southwestern Vermont Medical
Center. Prima di un esteso uso pratico del test saranno
necessari ulteriori studi, ha avvertito il condirettore del
centro, lo psicologo Paul Solomon.
Il metodo si basa su quattro diverse serie di quiz che
impongono un esercizio di memoria e sono definiti in modo da
distinguere i normali vuoti dei ricordi dovuti
all'invecchiamento da quelli patologici causati dall'Alzheimer.
Per eseguire il test occorrono precisamente 7 minuti e 42
secondi, ha affermato Solomon. Secondo i risultati della
ricerca, i quiz si sono rivelati attendibili per la diagnosi
della malattia nel 90% dei 120 soggetti che vi sono stati
sottoposti in un primo esperimento. La percentuale di riuscita
ha trovato conferma in un successivo test, allargato a 800
persone. Solomon ha fatto questo esempio: i quiz hanno
identificato infallibilmente tutti i 13 individui con un
Alzheimer gia' conclamato.

I quattro quiz richiedono al paziente di ricordare immagini o parole viste
o sentite un
attimo prima di dare la risposta, e di risolvere un semplice
problema matematico. Il primo consiste solo nell'indicazione
della data precisa, cioe' anno, mese, giorno, giorno della
settimana, e ora approsimativa del momento in cui sta svolgendo
il test. Nel secondo quiz, vengono mostrate al soggetto
fotografie di oggetti di uso comune, appartnenti a sedici
diverse categorie e ordinate in gruppi di quattro. Dopo aver
visionato l'intera sequenza, il paziente deve ripetere quali
erano le immagini. Se necessario, e' fornito l'ausilio di
"parole chiave" per richiamare alla memoria le fotografie. Poche
persone, anche sane, sono capaci di ricordare tutte le immagini.
Ma gli individui normali ci riescono con l'aiuto della "parola
chiave", che invece non funziona con chi e' affetto da
Alzheimer.

Nel terzo quiz, che consta di matematica elementare, si
chiede al soggetto di disegnare anche grossolanamente un
orologio con i numeri giusti al posto giusto, e di tracciare
anche le lancette in modo che il disegno indichi le quattro meno
venti. Chi ha problemi mnemonici da Alzheimer non e' in grado di
ordinare i numeri nella sequenza esatta di un vero orologio. Nel
quarto e ultimo test, il paziente nel tempo di un minuto deve
enumerare il maggior numero possibile di oggetti appartenenti
alla stessa categoria, ad esempio frutta o mobili. Chi e'
normale riesce a citare 12 o piu' oggetti, chi e' malato molti
di meno. I quiz sono corredati da un quadro interpretativo di
riferimento, che il medico puo' consultare per confrontare le
risposte ottenute con quelle del normale standard di una memoria
sana.
I primi risultati del nuovo sistema diagnostico sono stati
valutati positivamente da Zaven Khachaturian, direttore del
Reagan Research Institute, una struttura dell'Associazione
nazionale americana dei malati di Alzheimer. Le prospettive sono
a suo giudizio promettenti, anche se -ha notato Khachaturian-
resta un margine di incertezza poiche' i quiz rivelano la
presenza di problemi di memoria che potrebbero essere
determinati dall'Alzheimer ma anche da altre patologie
neurologiche. (AGI)
131316 MAR 98

ALZHEIMER: VIENE SOTTOVALUTATO DALLE ISTITUZIONI
(AGI) - Roma, 13 mar. - "L'eccessivo clamore nato attorno alla
vicenda Di Bella ha fatto si' che il ministero della Sanita'
trascurasse un'altra emergenza sanitaria: quella della cura e
dell'assistenza alle oltre trecentomila persone affette da
malattia di Alzheimer". E' quello che ha dichiarato il
professore Pier Ugo Carbonin, ordinario di geriatria presso
l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore, aprendo questo
pomeriggio i lavori della seconda conferenza nazionale
dell'asociazione italiana della malattia di Alzheimer (Aima)
alla quale hanno partecipato esperti italiani e stranieri nelle
varie discipline che interessano questa malattia: geriatri,
neurologi, psichiatri, medici di famiglia, terapisti della
riabilitazione e infermieri. Una pluralita' di figure
professionali per parlare di una patologia che provoca un
irreversibile processo degenerativo del cervello, un declino
delle funzioni intellettive e una invalidita' totale. Dagli
ultimi dati risulta che il numero di malati di Alzheimer, in
prevalenza persone che hanno superato i 60 anni e' in forte
crescita per il progressivo aumento della vita media. Rilevanti
sono inoltre i costi sociali ed economici pagati dai familairi
degli ammalati che dai dati di una recente indagine curata
dall'Aima vivono per il 77% in famiglia, per il 6% da soli e per
il 20% presso istituti di cura.
Notevole e' la spesa per l'assistenza,
spesso di tipo generico ma in molti casi anche di tipo
infermieristico, che si aggira su una media di 1.600.000
mensili. Senza calcolare il totale abbandono, l'assenza di
speranze e di diritti nel quale versano i familiari dei malati.
Una situazione alla quale l'Aima cerca di porre rimedio
promuovendo incontri per la formazione del personale degli
operatori e degli stessi familiari. Una conoscenza sullo stato
della malattia di Alzheimer che ha portato alla difussione di
nuovi farmaci che consentono di ridurre alcuni sintomi e di
rallentare temporaneamente la storia naturale della malattia. Ma
oltre i farmaci la ricerca ha evidenziato il ruolo giocato dallo
stress nell'insorgere e nell'evoluzione della patologia. Se si
riesce a mantenerlo sotto controllo attraverso una assistenza
mirata sotto il profilo psicologico, e' possibile ottenere un
considerevole aumento della qualita' della vita e delle
condizioni generali del malato. (AGI)

TACCUINO SETTIMANALE: SABATO =
(AGI) - Roma, 16 marzo -

S A B A T O

MEDICINA: CANADA; ANNUNCIATA SCOPERTA PER FRENARE ALZHEIMER

(ANSA) - OTTAWA, 17 MAR - Ricercatori canadesi hanno
annunciato di aver individuato un importante fattore nello
sviluppo del Morbo di Alzheimer.
Gli scienziati hanno individuato una sostanza nel cervello,
gli sferoni, che aumenta di volume progressivamente con il
processo di invecchiamento umano, fino ad esplodere e a
trasformarsi nelle placche amiloidi caratteristiche
dell'Alzheimer.
I ricercatori sostengono che un intervento sugli sferoni, che
si manifestano nell'uomo a partire dal primo anno di vita, ha il
potenziale per rallentare o anche bloccare l'insorgere della
malattia.
La ricerca e' patrocinata a Montreal dalla compagnia bio-
tecnologica Nymox.
''I test effettuati sugli sferoni hanno dato risultati
importanti - ha sottolineato Paul Averback, direttore esecutivo
della Nymox - le nostre ricerche di sostanze in grado di frenare
lo sviluppo dell'Alzheimer stanno mostrando grande potenziale''.
Gli scienziati hanno comunque ammonito che gli esami di
laboratorio non sono stati ancora effettuati su cavie umane.
L'annuncio ha provocato un raddoppio alla Borsa di Montreal
del valore delle azioni della Dorval, la casa madre della Nymox.
(ANSA).

MEDICINA: CANADA; SCOPERTA PER GENE ALZHEIMER, GIAQUINTO
(VEDI:''MEDICINA: CANADA; ANNUNCIATA SCOPERTA...''DELLE 16,12CA)
(ANSA) - ROMA, 17 MAR - ''Siamo piuttosto conservatori,
scettici, vogliamo delle evidenze precise e non delle notizie
sensazionali''. Cosi' il professor Giaquinto dell' ospedale San
Raffaele ha commentato ai microfoni del Tg1, questa sera, la
notizia della scoperta, fatta da un gruppo di ricercatori
canadesi, degli sferoni, ritenuti un importante fattore di
sviluppo nel morbo di Alzheimer.
In Italia, secondo un' indagine epidemiologica condotta dal
gruppo Eurodem, si stima che il numero dei malati di Alzheimer
abbia raggiunto 500 mila unita'.
''Ancora noi non abbiamo un supporto farmacologico sicuro -
ha detto Giaquinto - tale da ribaltare quella che e' la
progressione dei segni e la gravita' della malattia, ma
certamente abbiamo dei programmi di riabilitazione disponibili
per migliorare la qualita' della vita di queste persone''
La malattia di Alzheimer rappresenta la forma piu'
frequente di demenza nei paesi occidentali ed e' caratterizzata
da una progressiva degenerazione del cervello che si manifesta
con sintomi inizialmente attribuibili all'invecchiamento:
perdita della memoria, perdita dell'interesse, modificazioni del
carattere e della personalita'. Dal punto di vista biologico,
nella malattia di Alzheimer si assiste ad una progressiva
perdita delle cellule del cervello (neuroni) di tipo
colinergico.(ANSA).
17-MAR-98 21:02 NNN