Re: richiesta informazioni

Cecilia.Songa@biblio.uni-bocconi.it

02/06/97


Quando fu diagnosticata la malattia a mia mamma, 4 anni fa, i medici avevano presentato le "cure" disponibili come difficili da somministrare e con la necessità di continui controlli ed esami, oltre che di difficile reperibilità. Mio padre, dopo aver atteso per mesi che l'ospedale riuscisse ad ottenere il permesso di avere e utilizzare la medicina proposta (ora non
so più cosa esattamente fosse), inoltre preoccupato per la prospettiva di dover sottoporre mia mamma a continue visite (lei era uscita dai 15 giorni di esami all'ospedale preoccupata e mal disposta a qualunque visita), e dopo alcune visite da neurologhi che non avevano convinto lui ne rassicurato lei, decise, appoggiato anche dall'opinione di una mia sorella che è medico, di intraprendere una cura da un omeopata. Difficile dire se sia stata e continui ad essere la soluzione migliore, sicuramente: male non ha fatto, se non altro il rapporto medico-paziente e' stato piu' umano di quanto non fosse stato in precedenza. Comunque anche con l'omeopatia ci e' capitato di dover far arrivare dall'estero dei composti non disponibili in Italia, richiedendoli direttamente al fornitore belga, con spedizione DHL, un po' costosa ma sicura per tempi e passaggi dogane.

Saluti