
Seminario di Studi
Firenze, 15-16-17 maggio 1997
Palazzo dei Congressi
Consiglio regionale Giunta regionale
GIOVEDI' 15 MAGGIO 1997
15.00 Registrazione dei partecipanti
15.30 Saluto delle Autorità
Vannino Chiti Presidente della Giunta regionale
Angelo Passaleva Presidente del Consiglio regionale
Mario Primicerio Sindaco di Firenze
16.30 Relazione introduttiva
Carlo Melani Presidente della Commissione "Sanità e Sicurezza
Sociale" del Consiglio Regionale
I SESSIONE: Storia e realtà della famiglia
Presiede
Paolo Bartolozzi - Vice Presidente Commissione "Sanità e
Sicurezza Sociale" del Consiglio Regionale
17.00 Relazione:
La famiglia nella Costituzione italiana
Prof. Stefano Merlini - Università di Firenze
17.30 Relazione:
Le nuove politiche sociali per la famiglia
Prof. Pier Paolo Donati - Università di Bologna
18.00 Relazione:
Evoluzione della famiglia nella società contemporanea - Una finestra
sulla Toscana dal dopoguerra ad oggi
Prof. Marzio Barbagli - Università di Bologna
h. 18.30 Intervento
On. Marida Bolognesi Presidente Commissione Affari Sociali della Camera
dei Deputati
VENERDI' 16 MAGGIO 1997
II SESSIONE: I diritti di cittadinanza: quale stato sociale
Presiedono
Maria Pia Bertolucci - Sirio Bussolotti Commissione "Sanità
e Sicurezza Sociale" del Consiglio regionale
9.00 Relazione:
Famiglie e solidarietà tra le generazioni
Prof.ssa Chiara Saraceno - Università di Torino
9.30 Relazione:
I minori tra valori e disvalori
Prof. Carlo Alfredo Moro - Centro Nazionale per la tutela dell'infanzia
- Roma
10.00 Comunicazioni
Sessualità e promozione procreazione responsabile
Prof.ssa Marisa Malagoli Togliatti - Università "La
Sapienza" Roma
11.00 Relazione:
La tutela materno infantile ed i servizi socio-sanitari di base per
la famiglia
Claudio Martini - Assessore al diritto alla salute della Giunta
regionale
12.00 Intervento:
On. Rosy Bindi Ministro della Sanità
13.00 Interruzione
15.00 Relazione:
I minori nelle Istituzioni totali
Dr. Gianfranco Casciano - Tribunale per i minorenni Firenze
15.20 Relazione:
La famiglia come luogo di solidarietà intergenerazionali: responsabilità
educative e responsabilità di cura
Prof.ssa Rossana Trifiletti - Università di Firenze
15.40 Comunicazioni
Le Nuove funzioni del Volontariato e dell'Associazionismo
On. Leda Colombini
Ruolo e proposte dell'Associazionismo familiare
Dr.ssa Luisa Santolini
I rapporti genitoriali
Dr.ssa Paola Pascotto
Cooperazione sociale: quali interventi?
Costanza Fanelli
La condizione degli anziani nella famiglia
Prof. Antonio Bavazzano
h. 16.40 - 19.00 Dibattito
SABATO 17 MAGGIO 1997
III SESSIONE: La realtà Toscana: politiche ed esperienze per la famiglia.
Presiedono
Giuseppe Del Carlo - Orietta Lunghi Commissione "Sanità
e Sicurezza Sociale" del Consiglio regionale
9.00 Relazione:
Le politiche della Regione Toscana per la famiglia
Paolo Benesperi - Assessore alle politiche sociali della Giunta regionale
9.30 Relazione:
I Comuni garanti dei diritti dei minori e delle famiglie
Pier Natale Mengozzi - Vice Presidente Nazionale Federsanità
- ANCI
9.50 Relazione:
Forme di convivenza e corsi di vita in Toscana 1971 - 1991
Dr.ssa Maria Carla Meini - Dr.ssa Paola Baldi
10.10 Relazione:
Le innovazioni normative per le politiche familiari a livello regionale:
una comparazione.
Prof.ssa Paola Di Nicola - Università del Molise
10.30 Relazione:
Le politiche sociali delle Regioni: la Toscana ascolta l'Europa.
Prof. Giambattista Sgritta - Università "La Sapienza"
Roma
10.50 Dibattito
Interventi dei Gruppi del Consiglio regionale
12.30 Intervento
On. Livia Turco Ministro per la Solidarietà Sociale
13.00 Conclusioni
Costituzione della Repubblica italiana
Informazioni Generali per il raggiungimento del Centro Internazionale Congressi - P.zza Adua n.1 Tel. 055-26025
Arrivo a Firenze
In Aereo: All'aeroporto Vespucci di Firenze. Servizio bus navetta
nr. 62 ogni 30 minuti. Servizio Taxi.
In Treno: Raggiungibile a piedi dalla Stazione di Santa Maria Novella
(5 minuti).
In Auto: Uscita Firenze-nord o Firenze-sud, indicazioni Centro Città
/ Stazione. Alla stazione possibilità di ampio parcheggio.
I^ S E S S I O N E
Storia e realtà della famiglia.
La crisi della famiglia d'oggi è individuale e sociale. Una crisi, multiforme e in continua evoluzione, che comporta in sè modificazioni strutturali importanti. I dati dei censimenti degli anni novanta, confermando la tendenza alla trasformazione delle unità familiari, hanno testimoniato un cambiamento epocale in cui, per la prima volta nella storia italiana, la famiglia cosiddetta "tradizionale", non rappresenta più la maggioranza delle unità familiari censite. E' iniziata l'epoca del "post-familiare": un contesto in cui "forme aggregative diverse" sono la scelta principale. I connotati sono profondamente modificati, così come modificata risulta la struttura stessa dell' "essere famiglia". Sulla scena sociale si trovano famiglie unipersonali, famiglie monogenitore e coppie senza figli. All'interno di questo quadro di riferimento si riconoscono anche le cosiddette "famigliastre", i nuclei familiari costituiti da uomini e donne aventi già un'esperienza matrimoniale con figli. Negli Stati Uniti è un "modello" abbastanza diffuso; in Italia rappresenta oggi un vero e proprio fenomeno. Le chiamano famiglie ricostituite, ricombinate, ma anche binucleari, polinucleari, o aperte. La "famiglia" diventa allora un vero e proprio contenitore in cui le nuove unioni sono associate al concetto di rottura di un matrimonio precedente che i nuovi sposi tentano di ricostituire. Nascono problemi di identificazione, di ruolo, di rapporti e di definizione dei singoli (figli e genitori dell'uno e non dell'altro). Famigliastra significa anche convivere o riconvivere. In quest'ultimo caso i partner, pur vivendo separatamente ciascuno nella propria casa, sono legati da un affetto stabile, dichiarato esclusivo e duraturo nel tempo, sostenendosi a vicenda anche economicamente per la crescita dei figli. Si considera insomma una vera e propria famiglia. La riconvivenza, spesso necessitata per motivi economici, intrecciandosi con la consapevolezza che la convivenza quotidiana, non è più un mito da inseguire. Sono in gioco valutazioni economiche e la perdita di determinati benefici funge da vero e proprio deterrente per ufficializzare un nuovo rapporto.
III^ S E S S I O N E
La realtà Toscana: politiche ed esperienze per la famiglia.
Con il seminario di studi "Il diritto di cittadinanza nel nuovo stato sociale. Quali politiche per la famiglia", la Regione Toscana si propone di affrontare un percorso di aggiornamento delle proprie politiche sociali a partire dal riconoscimento del ruolo primario della famiglia nel processo di trasformazione del tessuto sociale. L'intenzione è quella di avviare una politica della famiglia che non produca solo interventi di settore destinati ai singoli membri della famiglia stessa (bambino, donna, anziano, ecc.) ma che focalizzi il suo intervento sulla famiglia in quanto tale, sulle sue relazioni e le sue funzioni sociali. Nell'ambito del seminario di studi un'intera sessione viene dedicata ai servizi per la famiglia. I problemi di assistenza, educazione e cura dei singoli membri e per singoli bisogni (educativi, sanitari, economici, ecc.) fanno riferimento a diritti individuali, ed è importante che tali diritti siano affermati ed espansi, ma si può parlare di una vera e propria politica familiare se, e solo se, essi vengono affrontati nel quadro del ciclo di vita familiare e dei rapporti inter-generazionali, cioè avendo come obiettivo la maggior funzionalità della relazione familiare e il sostegno alle funzioni di educazione e cura della famiglia. L'obiettivo di sostegno alla famiglia nell'adempimento delle sue responsabilità chiama in causa direttamente i servizi, i quali, anziché sostitutivi come nel passato, dovranno essere integrativi e di supporto all'azione della famiglia, secondo il principio di sussidiarietà, che l'amministrazione regionale si propone di adottare come principio base della propria azione. L'obiettivo della terza sessione del seminario vuole essere quello di mettere a fuoco la famiglia come unità di servizi primari e a partire da questa soggettività riconosciuta ridisegnare la rete dei servizi in una prospettiva di sinergia tra attori diversi: le istituzioni, il privato sociale e la famiglia con le sue reti informali.